Il peggiore difetto

Assolutamente lo scopo di questo post non è di criticare un qualche difetto di altri!!! Anzi mi riferisco a quei difetti che NON sono un danno nei confronti del prossimo (che può gentilmente congedarsi), bensì sono un vero e proprio cancro per sè stessi.

Ho avuto la fortuna (“fortuna” perchè è pur sempre un’esperienza che mi arricchisce) di aver avuto a che fare con persone talmente antipatiche da essere inconsciamente (più o meno) condannate ad avere una vita terribile, sempre, in ogni circostanza, in ogni caso e in ogni luogo.
Qualcuno di questi è un mio vicino parente. E mi dispiace per lui, ma ha un dannato caratteraccio da saputello snob che ha fatto allontanare tutti… e per “tutti” non mi riferisco agli amici della bocciofila, ma a legami ben più importanti! Roba da “c’è posta per te”! Cose gravi! Non mi dilungo nei dettagli perchè non si sa mai.
Con altri ho avuto a che fare anche in modo molto superficiale, per esempio tramite un veloce scambio di opinioni via internet, avvenimento che tra l’altro ha ispirato la scrittura di questo post.
Si possono anche facilmente trovare tantissimi casi di vittimismo cronico, più o meno gravi: dal ragazzino caratterialmente difficile che si lamenta perchè gli amici lo escludono (sono gli amici ad essere “stronzi” o è lui ad essere antipatico?), fino al personaggio con gravi manie di persecuzione che riesce a crearsi solo inimicizie ovunque vada.
Dico: 1 volta può capitare, 2 anche… ma quando sei vittima di stalking in una scuola, poi anche in un’altra, poi in un posto di lavoro, cambi posto di lavoro e succede anche in quello nuovo, poi in una città, poi cambi città e anche lì ti odiano, allora ti trasferisci su Marte e ti odiano anche i marziani, ecc… allora forse è il caso di farsi qualche domanda.
untitledEcco: il peggiore difetto è quello che danneggia sè stessi. E non rendersene conto.

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7 thoughts on “Il peggiore difetto

  1. PS: qualcuno è convinto che la causa sia un difetto fisico (“mi prendono in giro perchè sono brutta“, “perchè ho le orecchie a sventola“) oppure una questione di discriminazione razziale o cose simili. Però io ne ho conosciute di persone brutte, grasse, con le orecchie a sventola, anche di colore, anche qualche omosessuale… e mica tutti sono derisi/discriminati! Anzi, solo una piccolissima percentuale.
    Diciamo che sicuramente alcune particolarità fisiche possono *favorire* il manifestarsi di reazioni istintive discriminanti (in una fase iniziale, come primissima reazione), ma queste particolarità “fisiche” da sole non sono in realtà così determinanti, salvo realtà particolari. Tuttavia è facile (e fa anche più “notizia”) attribuirne ogni causa.

  2. dal ragazzino caratterialmente difficile che si lamenta perchè gli amici lo escludono (sono gli amici ad essere ”stronzi” o è lui ad essere antipatico?),

    Dipende. Non è detto che uno sia allontanato perché antipatico, ma, al contrario, perché più intelligente e brillante, ad esempio. O perché bello/a. La bellezza, ad esempio, può essere un grave handicap perché può creare molte inimicizie. Così come l’eccesso d’intelligenza. L’invidia è una gran brutta cosa e rende cattivi spingendo anche ad azioni crudeli, e i giovanissimi sanno essere molto cattivi a causa dell’estrema, sfrenata competizione che li caratterizza.

    Chi si rende protagonista di stalking, cioè di continua persecuzione ai danni di terzi, è sempre una brutta persona.

    Questo in generale. Ovviamente non conosco il tuo parente, quindi non mi riferisco a lui. 🙂

    • Il mio parente è semplicemente uno dei tanti, divorziato e che da anni si trova a subire le malignità della ex-moglie e l’indifferenza dei figli.
      Ha avuto la sfortuna di prendesi in moglie una malata di mente, ma di certo lui non ha mai avuto il carattere giusto per essere cercato dai figli.
      In generale ,con chiunque, è il classico “so tutto io” rompicoglioni, che poi ovviamente si ritrova sempre solo. Lui non lo fa apposta: non riesce a frenare il suo caratteraccio che gli rovina la vita!

      Ma è uno dei tanti. Che invece m’ha dato il “là” per scrivere questo articolo è stato un “botta e risposta” in un blog che trattava l’argomento “stalking”, trovato per caso in quanto suggeritomi da WordPress.
      La questione mi incuriosova e ho fatto una domanda per approfondire la mia conoscenza dell’argomento.
      Ok, rileggendomi capisco che sono stato indelicato.
      Inoltre posso anche capire che scrivendo si possa fraintendere il tono, ma la capacità di fraintendere è legata anche al proprio carattere.
      Beh, insomma, la risposta è stata… a A SUO MODO *CHIARISSIMA*.
      Non metto il link perchè ho paura che l’autrice mi trovi e mi denunci, che certa gente ne sarebbe capace davvero. Faccio un copia e incolla:

      Marco:
      Scusate ma… se io subissi il bullismo alle medie, poi anche all superiori, dai compagni e anche dai professori, poi anche finita la scuola, poi anche qui e anche là….. a me verrebbe spontaneo farmi qualche domanda, no?
      Voi ,vittime di bullismo, a quali concusioni siete arrivate per spiegare queste strane coincidenze,cioè il ripetersi dello stesso identico problema in ogni circostanza nonostante ogni circostanza sia a sè stante e faccia tabula rasa del passato?
      Capisco se una è grassa e quindi sempre grassa anche in ogni nuova occasione, ma anch’io sono stato adolescente e giuro che non ho mai visto cose eccessivamente gravi a causa dall’aspetto estetico….. o forse sono io che -non avendo il problema in prima persona- non le ho percepite come gravi.
      Forse la vittima è più sensibile a queste cose che di per sè non sono poi chissà cosa…. no? E’ una curiosità.

      Risposta di lei:
      Sai che questo e’ victim blaming? Non saprei come interpretarlo diversamente…

      Marco
      Ok, ho capito.
      Ciao.

  3. Forse la vittima è più sensibile a queste cose che di per sè non sono poi chissà cosa…. no?

    Mi spiace, ma la penso diversamente. 🙂 Gli esseri umani sono mediamente governati da brutti istinti di sopraffazione, e la tendenza a fare i prepotenti con chi appare “diverso” (timido, insicuro, ecc.) è propria di molti, che così cercano di confermare una propria presunta e inesistente superiorità. Chi è preso di mira soffre e non perché magari abbia una sensibilità maggiore di altri, ma perché certe cose fanno male. Punto.

    Poi – lo ripeto – da giovanissimi si attua anche il bullismo su chi ha qualche dote in più degli altri: bellezza (suscita mooolta invidia, tanta, tanta), molta intelligenza (suscita parecchia invidia), voti alti a scuola, ecc. Non è forse vero che, talvolta, si ama fare i dispetti al più bravo della classe? Le doti fanno soffrire chi non le possiede e scatenano il peggio, soprattutto in chi soffre di complessi d’inferiorità ma non vuole ammetterlo, e, invece di lavorare su stesso per migliorarsi, si consola facendo dispetti agli altri.

    Dopo di che, mi sembra che si faccia confusione fra bullismo e stalking vero e proprio. Io, ad esempio, sono stata sottoposta a stalking da un pazzo narcisista perché ho avuto il torto di rifiutarlo come fidanzato. Ovviamente non sapevo che fosse un malato di narcisismo patologico e che, rifiutandolo, mi sarei trovata a subire una persecuzione di quel genere. Solo che il pazzo che ti perseguita perché si sente rifiutato in quanto maschio potrebbe anche giungere a fare un gesto estremo. E’ colpa mia se non l’ho voluto come fidanzato? Lo stalking è una cosa grave e ingiustificabile. E – chi studia la psicologia lo sa – è espressione di una patologia.

  4. Tengo a precisare che ovviamente io non volevo fare di tutta l’erba un fascio! Ci anche casi di gravi stalking/emarginazione e mai vorrei trovarmici vittima!
    Tra l’altro questo articolo è stato solamente “ispirato” da dall’argomento “emarginazione”, ma poi in realtà volevo parlare di quei dannati nostri difetti che alla fine ci si ritorcono contro.

    @Romina, vedi… tu non mi sei saltata addosso, bensì sei stata aperta al dialogo. Hai detto di non essere d’accordo con me e hai spiegato le tue ragioni. Così mi hai anche arricchito e ti devo ringraziare.
    Questa è la differenza!

  5. Chi è causa del suo mal pianga se stesso!
    Lo dicono anche i proverbi, ma la cosa più difficile da fare è proprio saper riconoscere i propri difetti. Io sono arrivato a cinquant’anni eppure continuo a scoprirne…

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