Accidia/Apatìa

Ispirato da questo articolo:
http://unavitaincardigan.wordpress.com/2014/07/12/accidia/
Dopo averlo letto, mi sono ricordato di un paio di pensieri riguardo l’apatia/noia/accidia che NON sono farina del mio sacco ma che trovai a suo tempo davvero molto interessanti e carini.
Non posso indicare i riferimenti perchè son passati diversi anni e non ricordo proprio da dove ho fatto il copia&incolla.
Il primo è più tecnico e stringato, il secondo invece fa un giro largo ma alla fine svela il nesso con l’argomento “pigrizia”. Vale la pena di leggerlo anche se lungo.

—————-PRIMO———————————–
Forse l’apatia depressiva, è una reazione subconscia che intima alla persona un po’ di distacco dal mondo per un po’ di tempo.
In effetti, se non prolungata troppo nel tempo, l’apatia può anche essere terapeutica.
Quando si dice: “Dai su, non stare là senza far nulla …. alzati … fai qualcosa” ecc ecc… si rischia di interrompere questo processo direi “importante” di riflessione su di sè …. e non è escluso che sia un’azione tutt’altro che positiva per il soggetto “apatico”. Insomma potrebbe essere un’esigenza, un bisogno profondo a volte erroneamente considerato negativo in una società come la nostra che spesso premia l’attività, l’irruenza, la velocità e la prestazione.
—————-SECONDO——————————–
Se ci fai caso la massima parte di quello che uno fa non è “per sè” ma per gli altri: per rendersi attraente agli occhi del gentil sesso, per guadagnare meriti e fare carriera, per farsi considerare dalla pubblica opinione.
Hai presente quello spot con la mamma che parla al figlio? “Devi mangiare. Cosi’ diventerai grande. Farai questo, farai quello ecc. ecc… e io faro’ la nonna. A casa tua” e finisce col pargoletto che gli schizza addosso la minestra? Ecco…

Frasi come “tu DEVI darti da fare, DEVI finire l’universita’, DEVI uscire e trovarti una ragazza, DEVI questo e quello” mi fanno sempre chiedere “ma perchè DEVO? Sto bene anche così”… e di solito a questo punto l’interlocutore mi guarda interdetto… non ci crede, ma non riesce a spiegarmi PERCHE’ è così incredibile quello che dico. Mah.

Le cose che uno fa solo ed esclusivamente “per sè” in genere son piaceri privati, da consumare nascostamente come se uno se ne dovesse vergognare.
Ne segue che, se tutto sommato sei disposto a rinunciare al “successo mondano” e ad una certa categoria di persone (che fra parentesi più “gli dai” e più ti chiedono) puoi fare a meno di un sacco di cose e prendere la vita con molta piu’ calma.
Rilassarti.

Pensaci bene: anche in questo momento che mi leggi non c’è per caso qualcos’altro che hai da fare? Qualcosa di più utile? Qualcosa che potresti fare per qualcuno e che invece NON stai facendo?
Eh ma che pigrone perditempo che sei!!! 🙂
C’è SEMPRE qualcosa da fare. Il da fare non finisce mai ma il tuo tempo SI’.
La maggior parte di quello che c’è da fare può essere fatto anche domani e nel frattempo divertirsi. Si vive una volta sola.

Non è egoismo, ma semplicemente un modo di proteggersi da un mondo che ti chiede tutto quello che puoi dare e ti nega tutto, SE tu lo lasci fare… un mondo che non ti ama e ti usa fino ad esaurirti. E allora o diventi un duro o diventi pigro: la pigrizia è una durezza passiva.
La forza della montagna invece che la forza della tigre.

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7 thoughts on “Accidia/Apatìa

  1. il diritto all’ozio è inalienabile, l’iperattività, sviluppata in proprio o per accondiscendenza, è colonna di un sistema per niente a misura d’uomo. A livello pratico sono le donne a perdere ore e ore per piacere di più, un vero sbattimento, tra l’altro pure costoso. Prova ad immaginare il lavorio che c’è dietro alla prima cena.

    Bel post, complimenti

    TADS

  2. Bellissimo articolo, questa riflessione rispecchia gran parte delle mie sensazioni. Il “problema” o questo stato della personalità diventa pesante quando io non decido di essere passivo (e quindi pigro) e anche quando comprendo che questo non mi fa bene e non è un bisogno.
    Realizzando che non sto bene con me stesso a fare la montagna di conseguenza mi forzerò per diventare una tigre, se poi scopro che non sono ne da una parte ne dall’altra (sensazione di sospensione come se non fossi ne di qua e ne di la); in quel momento penserò di avere qualche problema, perché i miei sforzi non sono serviti a nulla. La pigrizia o l’ozio sono salutari certamente, ma sono parte sempre di un fragile equilibrio.
    Questo articolo mi ha fatto rendere conto di molti aspetti del mio quotidiano. Bellissimo Post.

    • …”La pigrizia o l’ozio sono salutari certamente, ma sono parte sempre di un fragile equilibrio.”…

      perché fragile equilibrio???
      è l’iperattività ad esser frutto di insicurezze e tentennamenti

      • Ed è l’iperattività che può portare, se non controllata, ad ansia o depressione. Quindi anche l’apatia in questi casi anche se richiesta dal nostro subconscio può essere deleteria se prolungata, portando mania e disordine. Piuttosto dipende dal soggetto.

    • Cioè stai dicendo che spesso questo momento salutare non è da te valuto?
      Ovvio: la mente ne ha bisogno, ma è tutto nascosto alla nostra parte conscia! Noi ci sentiamo inspiegabilmente male e non riusciamo a capire il perchè, ma è il nostro subconscio ad averne bisogno.

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