Magia della montagna

Durante queste feste di Natale ,che ho passato come sempre in Sicilia, mi sono dato all’escursionismo nelle montagne della zona e ,grazie al fatto che mia moglie s’è goduta i fornellettoparenti, io mi son gustato quella Santa Solitudine (e non uso a caso le maiuscole) che ormai da anni riesco a godermi solamente di rado; soprattutto nei boschi col buio, dove mi faccio il thè delle 18. (in Sicilia cenano tardissimo).

Sarà stato grazie alla solitudine, in qualche caso magari anche grazie al buio, ma sta di fatto che tutte le volte che quando vado lì  riesco a provare una sensazione di fusione con la natura, paradossalmente proprio in quell’ambiente dalla bellezza misera e insignificante rispetto a quella delle nostre Alpi.

Non si può descrivere. Durante le primissime ore non si prova granchè, poi si inizia a provare un ipnotico piacere, la soddisfazione mista alla bellezza del panorama o dell’ambiente circostante… e si inizia con il desiderio di ringraziare il creato per tutto ciò che ci sta donando.
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Parte così quella sensazione di unione, ringraziando la montagna, le rocce, il cielo, il panorama, chiedendo scusa agli uccelli che lanciano versi di allarme per l’intrusione umana. Si arriva a un punto in cui è come se affiorasse quell’istinto primordiale e animale dell’essere umano.
Ora capisco che le popolazioni primitive (alcune ancora presenti in alcune zone del pianeta) non adorano gli elementi della natura o gli spiriti per semplice ignoranza o necessità di fede, bensì… perchè… non so come spiegare. Non è facile trovare le parole.

Premetto che io non credo ai preti, alla Bibbia, al Corano, a Krishna, a Buddha, a Vanna Marchi e nemmeno a quel tizio sui crocefissi che per me potrebbe essere anche un mago Otelma che 2000 anni fa sarebbe sicuramente riuscito a prendere in giro un numero molto superiore di persone rispetto ai suoi attuali clienti.
Sono logico, cinico e ,nel dubbio, non credo a un cazzo.

Dunque lì in provincia di Palermo c’è una montagnetta che negli scorsi anni avevo già provato a salire più volte, ma la fitta e spinosa vegetazione di quel luogo -poco battuto (niente sentieri!) e che non conosce la falce periodica di un vero inverno- mi aveva sempre impedito di raggiungere la cima. Solo 800 mt, ma partendo quasi dal livello del mare, coi sentieri che si perdono già a metà dell’altezza.
Quest’anno una sera ho fatto una passeggiata lunga una strada da cui la visuale di quella montagna è ottima e ,contemplandone la scura sagoma sullo sfondo nuvoloso, le ho chiesto il permesso di salire.
passeggiatapizzo(La strada da dove ho scattato sale sulla montagna di fronte).

Il mattino dopo sono partito, l’ho approcciata da un versante che ancora non avevo tentato e sono arrivato su quella cima che da anni bramavo.
Mentre salivo in quel’ambiente senza tracce di sentieri, aiutandomi anche con le mani, ho chiesto “ti ringrazio di lasciarmi salire, ma aiutami anche per scendere perché qui la vedo male“. Poi dalla vetta ,vista la difficoltà della via per la quale ero venuto, ho scelto di scendere per un altro versante che però ricordavo anch’esso ben poco agevole.pizzovf
Con il cellulare quasi scarico e comunque in una zona con campo spesso assente, mentre dentro di me pensavo “se scivolo e mi faccio male passerò le ore più brutte della mia vita”, ecco che ho iniziato a vedere delle orme sulla neve: sembravano di un grosso cane, ma senza alcuna impronta umana.
Memore di alcune dritte ascoltate tempo fa secondo cui gli animali riescono a trovare il passaggio più agevole, mi sono fidato e le ho seguite anche quando parevano prendere direzioni illogiche. E così son sceso quasi con le mani in tasca!
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Quando ho iniziato a intravvedere un sentiero, le impronte nella neve si sono interrotte all’improvviso come se l’animale avesse preso il volo. Finivano lì… tutt’intorno neve e nessun’altra impronta.

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10 thoughts on “Magia della montagna

  1. bellissime le foto,io vengo da una città di mare e ti dirò adesso il mare mi piace più vederlo in inverno,la confusione mi da fastidio,la montagna mi piace perchè mi da un senso di pace e la trovo rilassante…

    • Nel mare io vedo poco più che una gran massa d’acqua. 🙂
      Può intrigarmi la magia del mare, soprattutto se penso alle barche: la sua vastità, i tramonti, l’odore del mare, i porticcoli al tramonto, le barchette di legno, l’odore di marcio delle barche dei pescatori con le loro reti, la paura e l’attrazione dell’avventurarsi in quella vastità affascinante e pericolosa, ecc.
      Invece il mare inteso come caldo, spiaggia, scottature, sabbia appiccicata, sale appiccicato, sudore, tanto sudore, mi fa semplicemente RIBREZZO.

  2. Ho da poco scoperto la magia della montagna…
    Son sempre stata un tipo che ama il mare…
    Da qualche tempo, però, riesco a godere anche dei paesaggi montuosi. È esattamente come dici tu: ci si trova spiazzati a pensare alla grandezza che abbiamo di fronte…

    Buona giornata

    Giulia

    • …che mi sembra di trascurare sempre, anche quando ho appena finito di viverla.
      Mi sembra di non viverla mai intensamente come vorrei.
      Ogni volta è un “mordi e fuggi”, poi ci sono i weekend in cui piove, un’altro in cui la moglie ha il ciclo (negli spot televisivi si buttano col paracadute ma non fanno trekking), un’altro in cui ho il raffreddore, un’altro qui, un ‘altro là… alla fine si perde l’allenamento necessario per le grandi uscite. E ogni volta si fa un girettino tanto per “giocare liscio”.

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