Sono una persona superficiale?

Post ispirato da un botta e risposta con una blogger. Nello specifico la frase ispiratrice è stata:
“ci sono persone talmente superficiali da non percepire neanche lontanamente le sofferenze, le necessità, i sentimenti che si celano dietro il viso di una persona, dietro la “maschera da tutti i giorni” che spesso vestiamo. Son quelle persone cui non interessa andare oltre la superficie delle cose, quelle persone che ti chiedono “come stai?” senza avere interesse per la risposta.”
Prima di dire “tutti GLI ALTRI son superficiali, io no”, provo a riflettere su come il mio comportamento può essere visto dagli altri, su come gli altri potrebbero etichettare me.

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Io vorrei tanto interagire con le persone in modo meno superficiale, ma purtroppo non dipende solo da me. Si sa che a 40 anni non è che uno va al bar a parlare delle sue menate; e gli amici sono conoscenti con cui si esce a mangiare o si beve una birra.

La cosa curiosa è che sicuramente ,nel gran numero, qualcuno sarà davvero superficiale ma qualcun’altro che la pensa come me c’è di sicuro. Magari io e te (che stai leggendo e sei d’accordo) non lo sappiamo ma ci vediamo spesso, magari tu sei proprio quel mio amico con cui mi vedo spesso e che ho sempre reputato superficiale… e invece dietro a un monitor non lo sei.
Ma come ho già detto nel mio post riguardante l’individualismo, io ho la tendenza a “evitare” anzichè lottare contro i mulini a vento: è vero che dal vivo non vado a parlare di sentimenti e difficilmente faccio discorsi impegnati, ma nemmeno chiedo “come stai?” 😀
Davvero, non ci crederai ma sono davvero stronzo così. 😀 Cioè appaio stronzo, ma la realtà è che evito di fare domande di circostanza a cui si risponderebbe con risposte di circostanza. Quelle poche volte che lo chiedo voglio davvero sapere come stai.

Pensa che crescendo mi sono parecchio smussato, ma da bambino (i bambini sono super-sinceri) ero la disperazione dei miei genitori: per esempio non mi piaceva salutare, perchè la pronuncia di quella parola di 4 lettere “ciao” mi sembrava uno stupido rituale. Quando vedevo una persona attaccavo a parlarci e basta, come se ci fossimo già visti 2 minuti prima.
Poi sai che i bambini non temono il distacco e si dimenticano presto di qualunque cosa, quindi non salutavo nemmeno quando ci si lasciava.

Ancora adesso faccio una gran fatica a sbaciucchiare tutti ogni volta che ci si vede, con gente fa certe contorsioni tra tavoli e sedie per arrivare a baciare tutti, ma tutti tutti, e se siamo in 20 ci si passa a uno a uno e mi viene da ridere perchè mi ricordo la scena di “spie come noi” quando si salutavano fra medici (“dottore, dottore, dottore…”). Io mi uniformo e via, ma certe volte penso “ma cazzo, siediti e bevi!” 😀

Scena del film (guardate anche quando si risalutano per uscire) :

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22 thoughts on “Sono una persona superficiale?

  1. Non sto qui a ripetere ciò che ti ho già scritto di là, ed è ovvio che non ci può essere feeling con chiunque e che non è possibile poter avere un rapporto profondo con tutto il mondo.
    Aggiungo però che in base alla mia esperienza, nelle persone che si frequentano più o meno abitualmente, si riesce a capire con chi ci possono essere punti di contatto e con chi no. Quali sono le persone di cui ci interesserebbe “approfondire” la conoscenza, e quali no.
    Non è una lotta contro i mulini a vento, sarebbe pure inutile da fare…. come ha scritto la mia amica Maru in un suo post, “non si può scavare dove non c’è profondità”.
    Si tratta “solo” di incontrare persone simili a noi e saperle riconoscere.
    Persone che se ne fregano delle domande di circostanza e non danno risposte di circostanza. Che se ne fregano dei convenevoli. Che ti chiedono “come stai?” guardandoti negli occhi e attendendo una risposta senza girarsi subito dall’altra parte a fare la stessa domanda a qualcun altro. Che ti ascoltano senza prendere in mano lo smartphone ogni venti secondi per controllare le notifiche dei social network.
    La risposta alla domanda iniziale è no, e sottoscrivo il ““ma cazzo, siediti e bevi!”

    • Teriiibbbile! A pensare che ,blog a parte, vengo considerato un orso polare…!
      Tra l’altro anche il fatto di avere moglie e molti amici del sud aumenta quel continuo voler evidenziare che io sono più “freddo”.
      Secondo me i meridionali hanno semplicemente più convenevoli.

  2. io non credo che esistano poi molte persone superficiali, se viviamo ogni rapporto quanto più possibile 1:1 ci accorgeremmo che le persone realmente superficiali sono davvero poche… ne sono convinto….
    il punto è che ogni parola, frase e pensiero non superficiale richiede tempo e dedizione superiori a quelli di qualsiasi convenevole proforma.. spesso ci si imbatte in situazioni dove il giudizio del prossimo attorno a noi diventa fondamentale per il nostro presente e diventa il primo pensiero a cui dedichiamo energia.. l’inseguimento del tempo che ci rimane allo scadere della giornata ne prosciuga la rimanente…

    le persone in gruppo o in società si trasformano, chi per proteggersi chi per pubblicizzarsi chi per semplice abitudine… ma noi possiamo sempre scegliere se vedere tutte quelle persone solo da quel punto di vista o se prima di valutarle dar loro la possibilità di essere se stesse…

    non esiste però, almeno per come la vedo io, altra strada che guardarle negli occhi senza il pensiero del tempo e senza coinvolgimenti esterni…

    • Guarda… salvo rare eccezioni di veri rincretiniti, sono convinto anch’io che in moltissimi (quasi tutti) siano potenzialmente capaci di pensieri profondi.
      Allora possiamo riformulare l’affermazione così: dipende da quanto ci si tiene! Se a te piace a livello 1000 mentre a un altro piace a 100 e la vita pone una difficoltà di livello 500, tu finisci a scrivere tra i blogs mentre l’altro si cala un’extasy e va in discoteca.

  3. Dopo aver letto il tuo post mi sono fermata a riflettere sul mio comportamento nei confronti degli altri.
    Ho trovato diversi punti in comune, saluto per educazione ma non mi soffermo a parlare con chi non ho punti di condivisione, non chiedo a tutti “come stai”, ma se lo chiedo aspetto una risposta. Non penso di dover andare d’accordo con il mondo intero nè lo abbraccio sempre e comunque…ma per questo più che superficiale o no, sono stata classificata asociale, altera…
    Io mi considero una che sceglie, cerco di essere educata e cordiale con tutti, ma lella non riesce a stare con tutti nello stesso modo…non siamo per tutti…

    • Anch’io la penso come te.
      Tuttavia c’è il rischio di finire a essere troppo selettivi. Bisogna stare attenti a dosare bene, a bilanciare selezione e tolleranza.
      Quando abbiamo troppa vita sociale decidiamo che occorre essere più selettivi, quando poi ne abbiamo troppo poca chiudiamo un occhio perchè in fondo è bello avere tanti amici. In fondo ognuno ha i suoi difetti.

      Anch’io la penso come te.
      Tuttavia c’è il rischio di finire a essere troppo selettivi. Bisogna stare attenti a dosare bene, a bilanciare selezione e tolleranza.
      Quando abbiamo troppa vita sociale decidiamo che occorre essere più selettivi, quando poi ne abbiamo troppo poca chiudiamo un occhio perchè in fondo è bello avere tanti amici. In fondo ognuno ha i suoi difetti.
      Il limite discriminante, lo spartiacque, non è fisso ma in continuo mutamento.

  4. Be’ la tua non è affatto superficialità, anzi! Il far fatica a salutare o sbaciucchiare persone con cui non condividi granché evidenzia che tieni in gran considerazione i rapporti umani, al punto che non ti va di “sprecare” un saluto per qualcuno a cui non tieni particolarmente.

  5. I rapporti con le persone non sono tutti uguali. Anche gli amici non sono tutti uguali: ci sono gli amici conoscenti, gli amici periodici e gli Amici, quelli di sempre, di e in ogni circostanza e a questi ultimi è persino superfluo chiedere -come stai?- perchè lo sai già come stanno.
    La selezione prima di farla tu, la fa la vita: gli amici (a minuscolo) vanno, vengono e vanno, si allontanano senza un motivo, mutano. Sono del sud e come te del nord non amo sbaciucchiare. Se arrivo al ristorante e in tavola siamo in 20 do un saluto generale. Salutare e ascoltare anche il vicino di sedia che ti capita e che conosci pochissimo, lo considero segno di buona educazione. Provare vero interesse e partecipazione, abbracciare, cercare, raccontare, confidarsi, scalare montagne è per l’Amico (a maiuscola). Se poi posso essere utile a un amico, a un conoscente, anche a uno sconosciuto, perchè no?

  6. Salutare ed essere cortesi non è vuota forma ma anche sostanza: aiuta a vivere bene, smussa alcuni angoli, dona un po’ di serenità intorno, rende il mondo più umano. Ogni volta che posso, saluto e chiedo ‘come stai’, ovviamente aspettando una risposta e ascoltando, perché ascoltare è segno di rispetto verso il nostro prossimo.

    Naturalmente si può essere ottime persone anche se non si è troppo ‘calorosi’, anche avendo un comportamento molto sobrio (ma salutare non è assenza di sobrietà). Diciamo poi che c’è un abisso fra l’essere sobri – magari anche un po’ orsetti – e l’essere maleducati e incuranti nei confronti degli altri.
    Resta il fatto che, a mio parere, alcune semplici regole di cortesia sono fondamentali per la convivenza civile e per stare meglio.

    • Più che altro per non venire fraintesi.
      Cioè l’anticonformismo può venire capito come scortesia e maleducazione, quindi è bene conoscere le regole e usarle come si usa la lingua italiana se si è in italia e l’inglese se si parla con gli stranieri.

      Insomma, sono le regole della comunicazione…uno standard di comunicazione! E se si va fuori standard è normale diventare incompatibili (come sono tecnico 🙂 )

      • come dico spesso, io detesto vestirmi bene ma lo faccio se mi presento a un colloquio di lavoro. E se io fossi il selezionatore scarterei chi si presenta al colloquio non vestito bene.
        E’ un controsenso? Un’incoerenza nei miei pensieri?
        No: TUTTI SANNO che ai colloqui ci si presenta vestiti bene (giusto o sbagliato che sia), quindi se uno arriva a un colloquio vestito male significa che non capisce niente di come gira il mondo, di come si deve prendere in giro la gente usando l’illusione dell’abito.

  7. Forse la blogger, nel suo commento, si riferiva a persone famigliari che, nonostante la vita condivisa, rimangono distanti ed estranei, quindi superficiali.
    Non so se Tu, caro @Marco, sei un Suo famigliare…quindi non so rispondere se sei o no un superficiale! Tra sconosciuti bloggers, penso che può nascere o no empatia,calore umano, e anche condivisione di stati d’animo..Secondo me, questo è molto bello ma anche molto raro.
    Per il resto, penso come i comuni mortali, e cioè che “il mondo è bello perché è vario”…e che è meglio una gentilezza che uno sgarbo. Comunque ammiro le persone ironiche, chi ride di se stesso e di certi paradossi, chi sa fare satira con intelligenza.
    Comunque…che piaccia o no, io Ti saluto con simpatia: Ciao Marco!
    Nives

  8. Le scenette del “bacio tutti quando saluto” le ho sempre odiate anch’io.
    Sono Friulana, pur se di mamma sicula, e vivo in una terra dove tendenzialmente il saluto è un rugno cortese ma freddo, dove in sintesi ognuno si fa una buona dose di cavoli propri (ma non per cattiveria nè per superficialità, semplicemente per abitudine).

    Ora… il mio odio per i classici convenevoli melensi non è dato dalla mia nordicità ma dal fatto che forse un 5% delle persone che ti ha baciato salutandoti ti ha guardato negli occhi mentre lo faceva, e quando poi ti ha chiesto “Quanto tempo! Come stai?” tre secondi dopo faceva già altro.
    E questo è solo un esempio in verità.
    Motivo per il quale…
    …pur non essendo io superficiale, sempre più spesso adotto una tecnica di “superficialità settoriale”: tratto superficialmente chi dimostra poco interesse umano nei confronti di persone/cose/situazioni che per me sono importanti. Nei confronti di quella parte di mondo che invece mi regala stimoli positivi, sono aperta ad ogni confronto/rapporto/scambio etc etc.
    Senza dimenticare ovviamente che ad ognuno va data l’opportunità di provare a entrarci, in quella parte di mondo.

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