Nessuno

Negli ultimi tempi mi sembra di essere diventato troppo selettivo nei confronti degli amici. Tutti simpatici, ma nessuno mi va veramente a genio: chi troppo così, chi troppo cosà, chi ha quel difetto, chi ne ha un altro… e alla lunga (neanche tanto lunga) mi stancano.
Accidenti: non mi va bene nessuno!

Ma ciò che più mi fa impressione di me stesso è che…mi vergogno pure a dirlo…sarà che in questi giorni ho le palle un po’ girate, ma provo un senso di fastidio. I difetti delle mie frequentazioni sono come dei film già visti: me li aspetto, so già come andrà a finire, sono
drammaticamente prevedibili.
Mai come in questo periodo amo conoscere gente nuova e al contrario detesto le “rimpatriate”.

Ieri ci siamo rivisti tutti per il compleanno di un amico, dopo mesi e mesi (anche anni, per qualcuno) di contatti ridotti a qualche “mi piace” su facebook.
Beh… sarà che io preferisco la qualità alla quantità, sarà che non mi piace la confusione, ma sta di fatto che non ho chiacchierato granchè. Ero un po’ sulle mie. Mah…
A dire il vero mi sembrava anche un po’ una recita: non ci si vede mai, non ci si caga mai, solo oggi ci si interessa tanto, ma finita la serata a nessuno interesserà potersi rivedere entro breve.
solo-nella-folla1

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19 thoughts on “Nessuno

  1. succede a volte….. ma poi c’e’ sempre una persona, almeno per me, che mi prende per mano e mi porta nella mischia….ed allora mi sciolgo…e dopo un po’ mi sento parte del tutto…

    • Non posso capire con certezza cosa intendi tu, ma mi sembra che tu ti riferisca a quei casi in cui ci si trova tra gente sconosciuta.
      Io invece ho spesso problemi con gente che conosco FIN TROPPO bene, mentre negli ultimi tempi amo conoscere gente nuova, cosa che invece mi riusciva difficile da ragazzino.
      Forse il bello è quell’euforia per la novità, Un po’ come con una nuova fidanzata.

  2. Personalmente sono “uscito” da una crisi esistenziale simile frequentando le persone in modalità 1:1. Non dico di aver escluso del tutto le uscite a gruppo o gruppetto ma ho iniziato a colmare i vuoti di quel che manca sempre “nel branco” riempiendoli con uscite o incontri faccia a faccia.

    Le persone libere da obblighi di soddisfazione o di comportamenti attesi verso più prossimi si manifestano, secondo me, nel loro lato migliore… forse perchè si sentono più libere di essere se stesse, forse perchè calcolano sia minore il rischio di giudizio o perchè magari ne individuano bene la fonte… forse perchè ci sono meno distrazioni.. però almeno io così mi sento di riuscire a colmare un pò quel vuoto…

    e poi c’è anche questo posto, pieno di persone che sono qui perchè hanno qualcosa da dire.. e non ci sono distrazioni, ci sono solo i loro pensieri e frammenti delle loro vite che vogliono condividere e facendolo in qualche modo ci arricchiscono, commuovono, divertono, fanno riflettere…

    • Completamente d’accordo sul fatto di preferire gruppi poco numerosi, il meno numerosi possibile.
      Però non risolve il problema oggetto di questo post: fosse anche 1 sola persona non è detto che non ce ne si possa mai stancare, visto che la compatibilità perfetta è praticamente impossibile.

      • La risposta è che per quanto possiamo essere diversi, impegnati nelle nostre vite, viviamo tutti situazioni simili. Con tutta probabilità non capita solo a me, non sono l’unica vittima del disagio. Ma anche a quelle persone con cui.. mi sento un pò così. Mal comune mezzo gaudio.. però è un sollievo!

  3. Allora non sono la sola a farmi queste domande, solo che a causa di queste domande sto eliminando le uscite…ma quel “cosa ci faccio qui” è più forte del “dai, almeno passi una serata”…mi sembrerebbe di fare un torto a me stessa e agli altri…
    ciao
    lella

    • Io fortunatamente sto abbastanza bene con mia moglie. E ,sempre fortunatamente, anche lei la pensa come me.
      Quindi alla fine capita che ,anche io e mia moglie rinunciamo a diverse occasioni di vita sociale e proposte di amici per starcene per i fatti nostri.
      Poi però ,dopo un po’, ci stufiamo anche di stare sempre solo noi 2. Allora iniziamo a ri-uscire con altri, per poi stufarci e voler tornare solo noi 2, ecc

  4. E’ un normale corso della vita. Almeno, io lo interpreto così: quando anelo a nuove conoscenze amicali, allora ho mosso un nuovo passo in/verso la mia maturità intellettiva e interiore.
    Ciao
    Sid

    • mmm… non mi piace vederla così…. mi pare una spiegazione un po’ snob.
      In realtà ,poi, le nuove amicizie non è detto che siano intellettualmente migliori di quelle precedenti: sono solo delle novità.
      Sarebbe molto bello però se davvero potessimo andare a migliorare ad ogni cambio.

  5. non sei il solo a sentirti così….spessissimo anchio vivo le stesse situazioni…e mi chiedo: ma sono io o sono gli altri a non andare bene???……la risposta non riesco a trovarla….ciao A.

    • Credo che semplicemente nel corso della vita ci si…*diversifichi*, oltre a diventare più “snob”.
      Da adolescenti si è tutti piuttosto simili, al limite c’è il gruppo dei bravi ragazzi e quello dei trasgressivi, ma all’interno di questi macro gruppi si è molto simili. E le piccole differenze vengono ignorate grazie a una grande tolleranza… tolleranza forse anche dettata dal bisogno: da adolescenti si ha bisogno degli amici come dell’aria! E si accettano facilmente anche le proposte di un eventuale “capobranco”.
      Da adulti ognuno prende una propria strada e si acquisisce una propria identità, si hanno dei desideri e si vuole remare nella direzione per realizzarli. Inoltre si acquisisce anche maggiore SICUREZZA in sè stessi.
      Questo ,unito anche al fatto di avere dei legami più “solidi” (teoricamente) come la famiglia, ci fa sentire meno bisognosi degli altri. E quindi possiamo permetterci di “snobbare” (passami il termine) la gente che non ci va perfettamente a genio.

      Riassumendo, credo che il minor *bisogno* e la maggiore sicurezza in sè stessi (cose definibili come una crescita positiva) impediscano di legare intensamente con gli altri.

      • Grazie Marco, sicuramente è un segno di crescita, sono d’accordo con te! Non per niente l’uomo è un essere “in divenire”… non siamo mai statici, ciò non toglie che comunque, a volte, o spesso, ci si sente proprio “fuori dal coro”! Buona sera a te, Anna.

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