Il libro del silenzio

Sto leggedo questo libro
che trovo non sia niente di speciale: è il classico libro preso in biblioteca, dove l’autrice cerca di allungare il brodo di un concetto che potrebbe essere espresso in 10 o 20 pagine (ma bisogna pur campare) e che mi viene istintivamente da leggere molto rapidamente 1 riga si e 2 no  cercando il punto dove inizia a farsi interessante (come praticamente col 90% circa dei libri, secondo il mio modo di vedere).

Tuttavia in qualche punto dice cose molto belle. Riporto un paio di pezzi:

2015-06-23 22.42.32.pngadesso salto e le prossime 2 immagine sono sequenziali ma separate da questa qui sopra:

2015-06-23 22.43.01.png 2015-06-23 22.43.55.png

Ecco, andando alla ricerca dell’immagine della copertina mi sono imbattuto in questo blog dove lo stesso libro viene definito “uno dei migliori che abbia letto negli ultimi anni
http://www.viva-mente.it/70-il-libro-del-silenzio.html
Mah…sarà che io son troppo pratico e mi piace andare al sodo: “massimo rendimento col minimo sforzo” è il mio motto, visto anche che alla sera ho gli occhi stanchi e un’ulteriore fatica deve valere davvero la pena.

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21 thoughts on “Il libro del silenzio

  1. La prima pagina è romantica e sentimentale: esplora la solitudine come condizione esistenziale e bla bla su questa linea. La seconda pagina è un “pistolotto” sull’alienzazione della modernità 😕
    Troppa confusione: o è A o è B! Ma tutto mescolato in un secchio, messieur, e per finire una mentina sopra, solo una piccola sfoglia sottilissima… non è il mio genere 😀
    Ciao
    Sid

  2. Ho messo un mi piace non perchè mi piaccia il libro, non l’ho letto, ma perchè è insolito trovare una recensione al negativo. Anche io, se parlo di un libro, lo faccio per invitare alla lettura e non per avvertire di non buttare soldi e tempo. In effetti si dovrebbe fare anche questo. Lo faccio su Anobii, quando ci entro, e lì sono spietata con le stelline e le recensioni. Perchè di libri brutti, noiosi, pesanti, scritti male e insignificanti, ce ne sono a josa, purtroppo e, vuoi per caso, per curiosità, per pregressa fiducia, ci caschiamo comprandoli.
    Poi è anche vero che i gusti di lettura sono personali e diversissimi e che può succedere che un libro che non riesci a far scorrere in un determinato periodo, in un altro puoi anche apprezzarlo.

    • A dire il vero, andando avanti sto cambiando il mio giudizio.
      Poi ,ripeto, che in questo caso ho usato la mia scala “assoluta” che è molto pignola, mentre se dovessi usare la scala “relativa” (cioè giudicarlo brodoso in relazione alla media dei libri esistenti) allora questo avrebbe almeno 4 stelle, considerando la gran quantità di sbobba che c’è in giro.

  3. Devo dire un’altra cosa circa quel libro, ora che sono andato un po’ avanti: tratta alcuni profondi aspetti della solitudine/silenzio, delle esperienze quasi mistiche… che possono essere capite solo da chi le ha già un po’ sperimentate… tutti gli altri lettori la etichetteranno come la classica vecchia matta del paese.

    Secondo me l’autrice ha giocato d’azzardo: o viene capita o viene internata.
    Ho letto altri libri riguardanti periodi di ritiro in solitudine ed anch’essi erano interessanti e ricchi di spunti di riflessione, ma gli autori s’erano ben guardati dall’esagerare nella descrizione di certe emozioni, sensazioni, percezioni…che in troppi non capirebbero.

    • 😀 ……………………
      ………………….Sì, ma la verità è che è stata da tutti considerata una recensione anche se non era questa la mia intenzione!!
      Io volevo più che altro postare quelle 2 paginette che mi erano piaciute molto, ma mi sono dilungato… forse non avrei dovuto nemmeno dire il titolo del libro.
      Riassumendo: il mio post non è una recensione.

  4. sembra che qualcosa o qualcuno ti obblighi a leggere…. se iniziare a leggere un libro non ti da’ piacere…. ti conviene lasciarlo lì e riprenderlo magari quando sei alla disperazione per non sapere cosa fare….. non credi ?

    • infatti ho continuato dando un veloce sguardo (che mi ha convinto ulteriormente) e poi l’ho restituito in biblioteca.
      Ma ripeto: l’articolo non voleva essere una recensione del libro. Volevo solo evidenziare quelle pagine che mi avevano colpito.
      Vabbè…. i feedback che ho avuto sono stati per me una lezione di “teoria della comunicazione” per imparare a scrivere meglio i miei articoli.

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