Determinato o cocciuto?

La lettura di un paio di articoli in giro per blogs ,in particolare questo https://sguardiepercorsi.wordpress.com/2016/06/11/sculture-di-vita/ , m’ha spinto a mettere nero su bianco un altro pensiero che da sempre mi gira in testa: fino a che punto è giusto insistere? Qual è il limite tra positiva determinazione e negativa non accettazione del proprio essere?

Non capita anche nella vostra vita che ci siano cose che filano via lisce e altre che proprio… “non s’hanno da fare” nonostante ,per assurdo, dovrebbero essere più semplici di quelle del primo tipo che invece ,incredibilmente, filano tranquille senza nemmeno applicarci dell’energia.
Questo anche al punto che…(parlo molto seriamente) inizio a pensare che ci sia qualche sorta di destino e…. non so quanto sia giusto incaponirsi.
Cioè: incaponirsi è segno di giusta e sacrosanta forza di volontà e determinazione per il raggiungimento dei propri obiettivi, oppure significa andare contro ciò che è stato deciso per noi?
Il fatto che tutto capiti a sfavore, qualche volta mi fa davvero pensare…

Giustissima la preghiera di  Tommaso Moro: “Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare e la saggezza per cogliere la differenza.
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10 thoughts on “Determinato o cocciuto?

  1. Il fattore destino, o determinismo, è argomento irrisolto da millenni. Sempre affascinante, però. La cocciutaggine eccessiva è segno di chiusura mentale, di mancanza di elasticità. A furia di sberle, la vita insegna che a un certo punto occorre cambiare rotta, e non insistere più. Noi volevamo vivere in campagna 12 mesi l’anno per il resto della vita. Disservizi, incendi, furti e problemi di ogni genere ci hanno fatto optare per una base altrove per metà dell’anno: è stata alla fine la scelta “giusta”. Se avessimo insistito, forse l’avremmo pagata cara – e avvelenato un sogno, un progetto di vita. Che in tutto questo c’entri il destino non ci è dato saperlo, come non ci è dato comprendere tante altre cose, ad esempio il concetto di Infinito.

  2. hai centrato il problema con quello che Moro ha lasciato scritto…. d’altra parte riconoscere i propri limiti nelle cose è una bella cosa…. limiti che non sono necessariamente difficili o insormintabili… solamente sono “cose” che per alcuni di noi o per solo noi, sono off limits…

  3. La perseveranza è segno di determinazione …….il difficile è capire quando si scada nell’ostinazione. Quando si sono percorse tutte le vie, e con tutte le energie, non resta che capire sia necessario modificare i propri obiettivi.

    • Anche se il mio cinismo mi impedisce di accettare discorsi di “energie” e di filosofie new-age, in parte posso essere d’accordo con te….purtroppo. Come dire: “non ci credo, eppure pare proprio che sia così”.
      Però sai… ci sono anche casi molto banali, tipo….chessò: vuoi andare a fare un giro nelle colline dell’oltrepo e piove ogni weekend, quando non piove ti chiedono di lavorare anche sabato e domenica, quando non piove e non devi fare straordinari ecco che la mamma sta male, quando non piove non lavori e la mamma sta bene ecco che parti e buchi 2 gomme….
      E uno dice:”ma vaffanculo, sto chiedendo di fare un giretto in collina, mica di uscire a cena col Dalai Lama”.
      Poi per assurdo il giro nelle colline a 50km da casa non riesci a farlo, ma riesci a fare le vacanze dall’altra parte del mondo, l’october fest, e caponord in moto.
      Ma le colline niente. “Non s’hanno da fare”.

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