Una motoselvaggiata come si deve

Anche questa è andata e ormai (sigh) passata.
Più selvaggia di come me l’aspettavo, ma comunque con molte donne presenti (qualcuna anche dall’aria un po’….”cittadina”).
Qualcuno ha dormito in un b&b distante qualche km, ma molti sono rimasti in tenda.

Gli alcolici hanno dato il ritmo alla serata.
Al calar del buio sono iniziati i canti di gruppo e… avrei anche dei video, ma… quasi mi vergogno 😀 Insomma, diciamo che l’October Fest al confronto è una S.Messa domenicale.

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22 thoughts on “Una motoselvaggiata come si deve

  1. Al di là dei dettagli, orgia di alcol e salumi ecc… è lo spirito, l’essenza di fondo che apprezzo. Voler vivere, davvero. In quel periodo della vita in cui non si è nè troppo giovani nè anziani. Per poi ricordare. Bella esperienza, approvo tutto.

    • Ma qual è la soglia oltre la quale si è “anziani”?
      Davvero, dico seriamente.
      Quel paio di volte che ho dormito alla selvaggia facendo trekking, ho condiviso gli spazi sempre con gente più giovane di me.
      Idem quando li becco curiosando su internet: quasi tutti sono attorno ai 25-30 anni (tu sei un caso eccezionale).
      Questo mi fa sentire un po’… ,come dice Ligabue, “fuori tempo”.
      Ho scritto anche un post a riguardo, ma non ha avuto granchè successo:
      https://sognatorefallito.wordpress.com/2015/09/25/troppo-vecchi-per/

      Poi mi capita invece di vedere degli arzilli pensionati che (prendo un esempio realmente esistente) prendono il sacco a pelo e vanno nella zona dell’asiago-bellunese a dormire nelle gallerie scavate dai soldati nella 1° guerra mondiale per sperimentare cosa si prova… e dico: cazzo, ma allora non si è mai fuori tempo!

      Anche in questa “adunata” c’era gente di tutte le età. Certo gli stagionati che dormono in tenda sono una netta minoranza, ma ci sono.

          • Mi riferivo più che altro al fatto che a 50 anni gli acciacchi si fanno sentire… dormire in tenda al freddo fa scricchiolare le giunture!
            A 20 anni dormivo anche sui sassi… Dopo i 30 ho iniziato a soffrire di mal di schiena… A 35 ho girato ottomila negozi per trovare il materasso “giusto”…
            Insomma, puoi essere “giovane dentro” finché ti pare, ma l’età per le giunture non è certo un beneficio
            p.s. un mio amico ha 65 anni e viaggia in moto più che mai… da quando è in pensione non si è più fermato! gli chiedo: “ma il mal di schiena?” mi risponde “faccio finta di non sentirlo, finché me lo permette” 😀

            • Infatti temo proprio che la vera linea di divisione sia data dalla salute.
              Io per il momento sono diventato soltanto più comodista: ho acquistato prodotti migliori solo perchè mi sono stufato di soffrire, ma non perchè la sofferenza sia aumentata.
              Spero di poter continuare a lungo così.

            • ps: a dire il vero dovrei andare dal posturologo per un problema di lombalgia, ma mi peggiora stando seduto al lavoro. Mentre nel weekend sto benissimo.
              Temo che la salute mi costringerà a smettere di lavorare e iniziare a gironzolare continumente in moto e tenda.
              Povero me…… ehhhh… la vecchiaia….! 😀

      • La soglia di anzianità per me è:
        1) di carattere fisico = quando problemi alle ginocchia, articolazioni, cuore, respirazione, schiena, tono muscolare ecc. diventano talmente rilevanti da costituire un muro anche contro le migliori intenzioni. Mi riferisco alle attività escursionistiche/fisiche.
        2) di carattere psicologico = quando subentra la litanìa del “dolce ricordo dei tempi che furono” ed essa, condita da occhio lacrimoso, diventa continua ed ossessiva ( oltre che noiosa per gli altri ). Mio padre è uno specialista in quest’arte.
        In questo periodo dell’anno in Sicilia vedo un sacco di ultra60enni con bici stracariche di bagagli che scollinano i Nebrodi, che significa oltre 1300 metri di quota. E sono sempre e solo stranieri.
        Quindi:
        3) l’anzianità – in merito a determinate attività – è anche un fatto culturale.

        Altro non so aggiungere; rileggerò il Tuo post sull’argomento.

        • La questione salute era ovvia.
          La questione psicologica…anche.
          Interessante quella culturale, dove in pratica dici (tirando le somme) che in certe popolazioni si è psicologicamente vecchi anche da giovani.

          In effetti io…. è brutto dirlo, ma quando vengo in sicilia e parlo con la gente… mi sembra di essere un marziano.
          Lì i discorsi sono tutti uguali, sia che li faccia un 15enne, sia che li faccia un 70enne: mangiare più che si riesce e andare al mare.
          L’unica differenza tra i giovani e i non giovani è che i primi pensano a scendere in città alla sera per la movida, mentre gli altri pensano a figliare.
          Chiunque abbia pensieri che non siano solo questi, è un essere strano.

          • Io sono “mancato” dalla Sicilia per 16 anni, dal ’97 al 2013, e quando ci ho rimesso piede l’ho trovata immutata. Stessa immondizia, stessa mentalità fatalista e fallimentare. Solo più smartphones e negozi di estetista, oltre che più SUV ( chè qui i soldi non mancano, è l’arte di piangere miseria che vuole far credere che non ci siano ).

            I popoli del nord sono molto più sportivi invece: Svedesi, norvegesi, tedeschi ecc… –
            proprio tre giorni fa a Capo d’Orlando abbiamo incrociato un ultra 65enne tedesco su una bici con oltre 50 chili di bagagli. Un siciliano “puro” non farebbe mai una cosa del genere. (Adesso ho fatto l’esempio del cicloturista, ma era giusto per citare un’attività, come dici tu, diversa dal fare figli e mangiare e andare a mare).

            Per il resto, per certi -molti- aspetti, la Sicilia è davvero un posto da sogno. Oscilla sempre tra squallore e splendore, senza mai le mezze misure.
            E’ un posto unico e difficile da comprendere.
            Somiglia a quelle figure che contemporaneamente ne racchiudono due, tipo quella delle due facce o del calice, a seconda di come la vuoi vedere.

            La Sicilia va “intuìta” più che studiata.
            Va presa “tutta intera”, prendere o lasciare.

            Non so se mi spiego.
            Cià, basta. Chè poi scado nel filosofico !

  2. Che meraviglia! Uscite come questa sono ricordi incredibili… nella mia vita precedente ho avuto la fortuna di farne moltissime! Ma i salami appesi al filo… top 😀

  3. Bellissime! Vedo che vi siete divertiti. Comunque, sono meravigliosi i salami appesi al filo. Immagino che ve li siate pappati tutti o quasi. 😀
    Ma – dì la verità – tu hai alzato parecchio il gomito? Cioè, hai bevuto molto? Domanda da parte di una donna astemia. Io bevo un po’ di spumante dolce soltanto a Natale, data l’occasione importante. 😳

    • Mmmmm…. 😀 …ehmm… 😀 😀
      …diciamo “allineato” alla media dei beoni presenti.
      Assolutamente non sono astemio, anzi, tutt’altro.
      Però non bevo mai da solo e/o per soffocare qualche tristezza: bevo solo in compagnìa.
      A dire il vero, poi, non credo che qualcuno fosse davvero ubriaco pieno: i tempi dello “sballo adolescenziale” è passato ormai da tempo per tutti i presenti. In realtà si cantava molto di più di quel che potesse esser l’effetto del vino.
      E nemmeno ho visto scenette raccapriccianti (tipo di gente che straparla o che cade per terra…..).
      Insomma: motociclisti “vecchie spugne”, ma sempre con un po’ di testa.
      Tutta gente che oggi sta lavorando. Alcuni sono anche liberi professionisti.

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