https://it.wikiquote.org/wiki/Libertà

Tra i vari aforismi presenti (molti in tema politico), un paio m’hanno colpito.
Uno già lo conoscevo bene : “Chi non ama la solitudine non ama la libertà, perché non si è liberi che essendo soli“. (Arthur Schopenhauer)

Ma un’altro ,inaspettatamente, m’ha…. stupito. All’inizio mi pareva mieloso/palloso, ma continuando nella lettura s’è fatto interessante e soprattutto le ultime righe son degne di riflessione:
Definire la libertà come indipendenza nasconde un pericoloso equivoco[…] La libertà è funzione della solidarietà vitale. Ma nel mondo delle anime questa solidarietà vitale porta un altro nome: si chiama amore.
A seconda del nostro atteggiamento affettivo nei loro confronti, i medesimi legami possono essere accettati come vincoli vitali, o respinti come catene, gli stessi muri possono avere la durezza oppressiva della prigione o l’intima dolcezza del rifugio.
Il fanciullo studioso corre liberamente alla scuola, il vero soldato si adatta amorosamente alla disciplina, gli sposi che si amano fioriscono nei “legami” del matrimonio. Ma la scuola, la caserma e la famiglia sono orribili prigioni per lo scolaro, il soldato o gli sposi senza vocazione.
L’uomo non è libero nella misura in cui non dipende da nulla o da nessuno: è libero nell’esatta misura in cui dipende da ciò che ama, ed è prigioniero nell’esatta misura in cui dipende da ciò che non può amare. Così il problema della libertà non si pone in termini di indipendenza, ma in termini di amore. La potenza del nostro attaccamento determina la nostra capacità di libertà.
Per terribile che sia il suo destino, colui che può amare tutto è sempre perfettamente libero, ed è in questo senso che si è parlato della libertà dei santi. All’estremo opposto, coloro che non amano nulla, hanno un bello spezzare catene e fare rivoluzioni: rimangono sempre prigionieri. Tutt’al più arrivano a cambiare schiavitù, come un malato incurabile che si rigira nel suo letto. (Gustave Thibon)

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14 thoughts on “https://it.wikiquote.org/wiki/Libertà

  1. Direi che è perfettamente coerente col mio stile di Vita ! Libertà è collegata al piacere della Vita stessa e la Vita di noi ‘umani’ in qualche modo esiste nella ‘socialità’ intesa come scambio reciproco di sentimenti… Va beh, mi esprimo come un cane, ma spero tu abbia capito ! 🙂

    • Mmm… sì… è un post che buttato li così può essere interpretato a seconda del proprio stato e esperienze….
      Cmq lasciati dire che da giovani è tutto più… dritto, lineare…è come se la strada giusta (in senso assoluto) fosse solo 1 e la difficoltà sta solo nel trovarla, identificarla;
      più avanti invece ci si rende conto che tutto è relativo, le strade giuste sono tante relativamente al nostro carattere e esigenze, tutto ha PRO e CONTRO e ,soprattutto, tutto ha un’APPARENZA esplicita e una SOSTANZA nascosta o meno ovvia.

  2. Le parole di Thibon sembrano più interessanti, e tutto sommato veritiere. Mi rammentano il confronto tra me e il mio ex responsabile aziendale: io detestavo il mio lavoro ed ero “schiavo” nel senso negativo del termine – schiavo del Sistema, intendo dire. Lui adorava quel lavoro, era la sua passione – diremmo di lui che “amava il suo lavoro tanto da poter affermare che in realtà non lavorava mai”. Egli era schiavo nel senso positivo del termine; schiavo della sua passione stakanovista-lavorativa. Le nostre rispettive visioni di quell’ambiente erano inconciliabili.
    Credo che il vile denaro faccia tanto, in questo settore della vita: consente di poter scegliere.
    Ti dà la possibilità di affrancarti e dedicarti ad altro che ti aggrada, che ti piace. Ti fornisce la chance di scegliere se stare da solo e in silenzio invece che “subire” per necessità il rumore umano, la compagnìa forzata, che ti piaccia o no; la compagnia per 8 ore al giorno dei colleghi, ad esempio.
    Thibon, in un caso e nell’altro, parla proprio di “dipendenza” ( da ciò che si ama o non si ama ).
    Il wellness finanziario ti dà la possibilità di mutare la tua dipendenza attuale.

    E’ vero, si può passare da una schiavitù a un’altra che paradossalmente chiamiamo “libertà” – ma essa può essere molto più piacevole; la riempi con le tue passioni, con ciò che ami fare; perlomeno fino a quando ti piacerà/potrai fare determinate cose. Puoi scegliere di riempire la libertà con la solitudine e il silenzio, che se ben gestiti e in unione con la natura sono davvero un balsamo per la mente umana. Usando parole “tue” direi che “naufragar m’è dolce in questo mare”.

    Solitudine, silenzio e libertà sono valori che apprezzo; credo che si mantengano tali soprattutto quando si è ancora giovani e in forze. Più avanti nella vita, quando si hanno meno carte da giocare, possono perdere la loro valenza. Subentreranno, forse, a rimpiazzarli – i bei ricordi.
    La maggior parte dei quali, mi sembra, si producono e si memorizzano quando sei libero di fare ciò che ti piace.

    • Questo concetto mi era già abbastanza chiaro, cioè: anzichè fare il libero vagabondo , mi reco in ufficio tutti i santi giorni…. ma perchè LIBERAMENTE ho fatto questa scelta.
      Ciò che m’ha stupito è stato…. l’ulteriore sviluppo di questo concetto.

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