Luogo preferito?

Ispirato da:
https://viaggioconlafotografiailariafenato.com/2016/04/13/il-luogo-preferito-a-voi-la-parola/

Molti dei miei posti preferiti non esistono più, perchè il bello non consisteva nel luogo in sè bensì nella circostanza. Circostanza fatta di amici, spensieratezza, momenti di vita particolari…
Poi le cose cambiano, la gente cambia, gli amici si perdono nelle strade della vita, noi siamo sempre meno spensierati…

Se proprio devo indicare un luogo fisico, mmmm… beh… son molti e nessuno. Butto lì: la Valsassina, perchè la frequento fin dall’infanzia e ai miei occhi è più affascinante delle delle Dolomiti, dell’Himalaya!20151129_12200
In particolare quando riesco ad andarci da solo, perchè così riesco a…perdere tempo, a imbambolarmi guardandomi attorno inutilmente, per perdermi nei ricordi, inebriarmi dell’odore dell’erba, annoiarmi tra le montagne, annoiarmi guardando le nuvole che assumuno tantissime forme, fare una faticosa camminata per arrivare là su quel pizzo dalla forma particolare che da bambino ho spesso osservato immaginando di poter volare per arrivarci, fare fantasie su future magnifiche escursioni (sì: una altra escursione, ma quella sarebbe più bella), fantasticare sull’idea di passare una notte sotto le stelle su qualche cucuzzolo isolato (sì: un’altra volta… ma quella sarebbe più affascinante).DSC_0031Funziona anche a distanza. Anche in questo momento la penso e immagino di andarci a fare qualche magnifica giornata e ,come ogni volta, mi convinco (chissà perchè) che al ritorno mi sentirei diverso, rigenerato, nuovo, anche più saggio.
E invece… son sempre il solito.

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11 thoughts on “Luogo preferito?

  1. io non ho proprio un luogo preferito però sento di avere un luogo a cui in parte appartengo più di quanto lui possa appartenere a me…. è una roccia sul monte carso dove da piccolo scappavo a rifugiarmi quando dovevo capire il perchè di certe cose, i motivi di certi comportamenti e dovevo prendere le decisioni che in quel momento erano quelle per il mio futuro… in quel luogo ho lasciato libere le mie emozioni più forti, più di ogni altro, in quel luogo mi sono conosciuto con il mio me stesso più profondo, mi son perso e mi sono ritrovato e in quel luogo qualche forma o parte della mia energia o di me risiede… non lo definisco preferito però è il luogo in cui, più di ogni altro, sento di appartenere..

    • Molto bello.
      Anch’io ho un posto simile, ma quando di recente ci sono tornato sperando di provare chissà qualche sensazione…non ho sentito un cavolo.
      A dire il vero non sento più un cavolo ovunque: la mia vita è ormai piuttosto…”orfana della parte introspettiva” (ho cancellato e riscritto più volte questa riga).
      I pensieri li faccio banalmente sul divano ma sono più che altro banalissime fantasie sterili “da cazzeggio”, interiormente svuotato da una pallosa giornata (magari pure calda come queste ultime).
      Al massimo ,ogni tanto, mi piace farmi un bicchierino sul balcone ,in totale solitudine, alla sera mentre tutti dormono. In quei momenti è un peccato che non fumo più.

      • Io credo si tratti di fasi della vita, ci sono momenti in cui noi cambiamo profondamente, siamo in evoluzione oppure in involuzione… durante quelle fasi è come se ci staccassimo dalla nostra storia, dalla nostra vita perchè dobbiamo delineare qualcosa di nuovo, e allora anche se in quei momenti si incontra qualcosa che ci appartiene è come se fossimo soltanto spettatori di un ricordo che non dominiamo… poi però questa fase passa, quel cambiamento avviene, e forse in quel momento siamo liberi di risentire la nostra storia… forse stai attraversando quella fase…. o forse ho scritto solo un mucchio di cagate!!!! 😛

  2. Un luogo vissuto con spensieratezza e buona compagnia è per certo il “posto preferito”. Ma anche la Valsassina in solitudine non è male, direi. Anche il mio posto preferito non esiste più, o meglio esiste ma non è più la stessa cosa, era la casa del mio nonno, che ormai è stata venduta :/

  3. Il mio luogo preferito è un appezzamento di terra sull’Etna, a 800 metri di quota. Un terreno terrazzato con vecchi mandorli, viti, muretti in pietra lavica e una casa di due stanze al centro. Era il “giocattolo” di mio nonno materno, che lo acquistò quando andò in pensione nel 1972, stesso mio anno di nascita. Inutile dire che diventò subito il mio territorio di crescita estetica e ludica.
    Nel 2001 passò in eredità a un mio zio con il quale ho rotto ogni rapporto da quasi vent’anni. Ho sentito che vi ha apportato delle migliorie, anzi credo che sia stato lui a farmelo sapere per vie indirette allo scopo di infondermi gelosia –

    Ma ormai quel terreno vive solo nel mio inconscio onirico. Sogno che mi ci trovo e arrivano i ladri, oppure viene invaso da sconosciuti che lo attraversano a piedi o ci bivaccano violandone i confini. O che ci trascorro una giornata alla fine della quale, a sorpresa, arriva mio zio e io trovandomi lì (che ormai è roba sua) ci faccio una brutta figura e cala un enorme imbarazzo.
    Tutto ciò è legato al forte senso di possesso che avevo su quel posto.
    I ladri, comunque, sono arrivati davvero e più di una volta.
    E almeno nella vita reale, non sono più affari miei.
    Ecco, ora magari dopo aver scritto queste cose, stanotte me lo sogno di nuovo…

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