Bivaccata solitaria (parte 2 di 3)

Puntata precedente: https://sognatorefallito.wordpress.com/2017/08/30/bivaccata-solitaria-parte-1-di-3/

Ho inziato a scrivere sul diario del bivacco che, peccato, alla fine mi son dimenticato di fotografare: è venuto un bello scritto e credo che farà sorridere (e anche un po’ sognare) gli escursionisti futuri che lo leggeranno.
Nel frattempo le nuvole si erano aperte e i raggi del sole filtravano illuminando di un piacevole giallo tutti gli alberi attorno. Molto bello, soprattutto dopo tanta pioggia.
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20170811_211014.jpgL’ansia dannata non mi mollava e pensavo “…e ancora nemmeno c’è buio!!!!”.
Invece quando il buio è arrivato mi sono rilassato, forse perchè sapevo che col buio (e il brutto tempo) non sarebbe passato di lì nessuno. In un certo senso ,nel buio, mi sentivo protetto.
Avevo visto delle pecore sul sentiero e temevo l’arrivo di un qualche pastore solitario e scorbutico. E puzzolente. Un orco insomma.
Invece ormai era buio pesto. Era fatta. Potevo star tranquillo!

 

Sono quindi uscito a fare foto al paesaggio notturno con vista sul lago di Como, con le luci dei paesi che iniziavano a specchiarsi nelle sue acque.
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Queste sono state le ore più belle del weekend. Una sensazione magnifica, io, lo sgabello che faceva da cavalletto fotografico e anche da tavolino “reggi-vizi” (vino e sigari), il buio pesto che mi proteggeva e il silenzio. Che silenzio.
Durante i tempi delle lunghe esposizioni fotografiche sorseggiavo bonarda e tiravo dal sigaro, aspettando di sentire i lievi click dei meccanismi della fotocamera. Senza fretta, senza qualcuno che mi aspettava, con tempo infinito a disposizione.
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Il cavalletto “reggi-vizi” (la bottiglia di plastica è la borraccia più leggera che esista)

 

 

Arrivato il momento di andare a nanna, ho scoperto che i ragni (tutti?) sono animali notturni: mentre con la luce del sole sembrava tutto così pulito, con l’arrivo del buio erano apparsi 2 ragni GIGANTESCHI e altri 3 con zampe corte ma più ciccioni, che forse facevano anche più schifo dei primi 2.
Lo ammetto: sarò andato contro il bon ton della vita nella natura, ma ho fatto strage! Non avrei mai dormito con quei ragni così grossi a spasso.
Devo dire che è il ricordo più spiacevole di quel weekend.
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Con e senza flash

Ma non era finita lì: materassino bucato! 😥
Col culo a terra, il pavimento era troppo freddo e ,temendo un forte mal di schiena, ho preferito spostarmi sul tavolone, più caldo ma egualmente duro.
Notte di merda: una scomodità pazzesca e completamente insonne (ma quest’ultima cosa l’avevo già messa in conto, indipendentemente dal materassino).
Ogni volta che stavo per addormentarmi, un qualunque rumore mi faceva sobbalzare.
Verso l’alba un qualche animale ha iniziato a fare avanti e indietro sul tetto in lamiera.

 

Fine seconda parte e fine della prima giornata, nottataccia compresa.
La prossima puntata sarà un’alba fresca e una giornata piena di luce gioiosa!

11 pensieri su “Bivaccata solitaria (parte 2 di 3)

  1. Pingback: Bivaccata solitaria (parte 3 di 3) | Sognatore Fallito

  2. Posto strabiliante: WOW 😀
    Casupola in pietra, mon amour. Ragni, parliamone! Quelli che non fanno la ragnatela sono notturni, maledetti! E’ illogico, lo so, ma ho il terrore e non riesco ad avvicinarmi. Sarei stato fuori tutta la notte! Per il dormire, datemi una coperta calda che… Zzzzzz…
    In ogni caso, questa è avventura 😆
    Ciao
    Sid

  3. …Ma i ragni sono amici ! Si mangiano gli insetti ! Cosa vuoi che ti facciano ? Si, va beh, magari non siamo tanto abituati a vederli, ma basta lasciarli in pace… 🙂 Mi piace il tuo racconto …

  4. Una notte riposante, insomma. Di solito gli animali che di notte vanno a spasso sui tetti dei bivacchi sono piccoli roditori. In fondo, a voler ben vedere, è più casa loro che tua / nostra.
    Semmai, in queste circostanze, la scocciatura è che proprio mentre ci si rilassa giunge qualche escursionista a turbare la solitudine magica e guadagnata. E peggio ancora, egli o loro decida di dormire in loco.

    Ovvio che il discorso cambia se si materializza invece la mitica ragazza cecoslovacca solitaria con lo zaino, figura chiave del cosiddetto “sogno del campeggiatore”, che nel 99% dei casi rimane solo un sogno più o meno foriero di erezioni notturne ( l’ho detto ).
    Ma in ogni caso noi non commetteremmo MAI adulterio, vero? Nooooo, mai…..!!!

    • E’ statisticamente molto probabile che arrivi!
      E ovviamente tale cecoslo-vacca è appassionata di naturismo ed entra con addosso solo gli scarponcini e lo zaino, e con quella tipica espressione vacco-svampita: “Hello! What luck! I love italian men!!”

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