Felicità

Sto rivedendo il significato della parola “felicità”: credo che la felicità come tutti la immaginiamo non esista e sia solo uno specchietto per allodole, un’illusione che ci fa dannare lungo tutta la vita. Come se cercassimo di raggiungere la pentola d’oro sotto all’arcobaleno.
Credo che si debba invece avere come obiettivo la serenità e i BREVI e fuggenti attimi di felicità semplice: gustarsi l’arcobaleno anziché affannarsi per la sua pentola d’oro, per usare una metafora.
Attimi di dimenticanza.
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10 pensieri su “Felicità

  1. Penso che la quota di felicità relativa alla “dimenticanza” (con tutte le sfumature individuali del caso) sia quella più significativa…
    Alle volte penso che… bah lasciamo stare.

    • Conosco il tuo punto di vista riguardo la felicità e…. sei strano: quando ne parli sembri materiale, sembri un “cacciatore della pentola d’oro” (che vuol far credere di averla raggiunta), invece in realtà anche tu godi per la maggior parte del tempo di piccole cose: a parte affascinanti viaggi in bicicletta (che comunque escludono hotel 5 stelle, ostriche e champagne), tu godi della càmpagna e di tutta una routine tranquillamente piacevole (i gatti, la stufa a legna…).
      Io sono sempre stato un eterno insoddisfatto: avevo tutto e mi mancava sempre qualcosa.

      Poi guardo gli altri e noto che in fondo, mediamente, non è che abbiano tutti una vita “da Steeve McQueen”: il 90% della popolazione passa quasi tutti i weekend in buona parte a casa, il mio vicino taglia l’erba del giardino, l’altro fa le parole crociate sul balcone già dalle 8:30 del mattino (e son giovani!), un altro esce con famigliola e passeggino per andare al centro commerciale oppure a mangiare dai suoceri o da un amico, ecc.
      Io guardandoli ho sempre provato un senso di angoscia: “che palle!”
      Ma forse la vita è questa. Gli anni scorrono e l’importante è la serenità. Nel frattempo una mangiata in compagnia, un buon bicchiere di vino, un caffè guardando fuori dalla finestra le prime luci della mattina, chiacchiere coi colleghi, una birra, un bel film, via a nanna che un altro giorno è andato.
      Poi ogni tanto qualcosa di più speciale.
      Per esempio ho fatto una fichissima serata/notte al bivacco Emanuela, che da anni sognavo. Una bella sudata per salire, serata a con pipa e raboso, notte con magnifico temporale, mattina a chiacchierare coi primi escursionisti arrivati, pizzoccheri all’Alva alle 13…

      • Non è questione di ottimismo o pessimismo. La felicità è per definizione fugace, perché dura solo un istante. È un’emozione dall’intensità inversamente proporzionale alla durata. È diversa dalla gioia, che può persistere nel tempo. Mi chiedo quante volte siamo stati veramente felici nella nostra vita, considerato quanto essa sia effimera. Ma ne vale comunque la pena, anche se lo siamo stati una volta soltanto, perché per quanto effimera quando la si prova si raggiunge un livello superiore. Per forza che poi la si cerca all’infinito 🙂

  2. Il segreto è esattamente questo… gustarsi quei brevi attimi di pura e totale felicità. Poi passa. Però quegli attimi, se davvero gustati, rimangono impressi nel cuore per sempre, portandoli in effetti a durare tutta la vita 🙂

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