Trasferta di lavoro in Brasile

1 Settimana in Brasile per lavoro, pagato dall’azienda, purtroppo in una città nell’entroterra, non turistica.
Fuori dal centro città… è meglio non avventurarsi. E anche in città ,se giro da solo, faccio “balà l’oc” (“ballare l’occhio”, come si dice a Milano).
Il lavoro va bene, la macchina installata presso il cliente non ha particolari problemi, niente per cui perdere il sonno, quindi sto vivendo praticamente una vacanza: sono con 3 colleghi, in uno dei migliori alberghi della città (dei migliori QUI, ma in Italia sarebbe da 1 stella, massimo 2), pagato per tutto: straordinari, trasferta, taxi (che rottami!), cibo, tutto!
I prezzi, per noi, sono ridicoli: una birra nel frigo-bar della stanza costa 6 real$ che sarebbero meno di 1,50 euro.
Alla sera andiamo a mangiare in posti che sono considerati di lusso (per noi sono poco più che dei pub), spendiamo ciò che per un operaio locale corrisponde a quasi mezzo stipendio, ma per noi sono meno di 30 euro a testa (e paga l’azienda).

E sono lontano dai miei guai della solita vita. Molto lontano. Sono lontano 21 ore di viaggio (3 aerei solo per l’andata).
Estate anzichè inverno, 4 ore di fuso orario, qualche chiamata a casa via whatsapp e un parecchi messaggi. Ma quel mondo e quella routine quotidiana mi sembrano così lontani. Mi sembrano lontani mesi e mesi, anni! Mi sembra di essere così da sempre.
Quando sento le questioni di casa vengo riportato bruscamente in un mondo che… boh…..  mah…..
Devo ammettere che non ne sento la mancanza.

Domani è domenica e non lavoriamo. Forse vado a farmi un giro in centro, lottando contro il caldo. Lo soffro molto ma mi vestirò leggero e andrò a fare il turista, armato di acqua e polase. Quasi spero che i miei colleghi non vengano, per potermi fare i fatti miei.
Ora sono stravaccato in camera dopo una cena a base di filetto alla griglia, sto bevendo l’ultima birretta con lo split dell’aria condizionata che lavora rumorosamente ma con buoni risultati.
Come si fa presto a dimenticarsi la solita vecchia noiosa grigia stantia vitaccia!
Come sembra lontana!
Lontanissima.
Sono qui da soli 3 giorni e già non me la ricordo più.
Ma è mai esistita?

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4 pensieri su “Trasferta di lavoro in Brasile

  1. Fai prestoa dimenticare la vita angosciante di tutti i giorni – ed è perfettamente normale: l’uomo è per sua natura portato a vivere il “piacere” anzichè la sofferenza. Questo indirizzo psicologico i Greci lo avevano individuato 24 secoli prima di noi. Ed è meno scontato di quanto potrebbe sembrare.

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