Weekend 11/10/20

La mia compagna pare più rilassata: è da qualche giorno che NON mi dice di andarmene o che vuole mettere in vendita la casa. Di solito succede quando le viene il mestruo, ma stavolta non c’entra.

Come ho passato il weekend: niente di niente. L’unica uscita di casa è stata per andare a comprare 2 pacchi enormi di patatine per strafogarmici.
Per il resto sono stato sul divano a fissare il soffitto.
Non ho interessi. Mi rendo conto che ,eliminando il discorso moto, non ho altro. Mi piace anche l’escursionismo in montagna, ma dopo un po’ mi rompo le palle di fare sempre avanti e indietro in macchina per fare ore di faticosa camminata.
Anche i cammini (Via degli Dei, ecc) in fondo… sì, bella esperienza, ma non sono la mia vita. L’idea mi piace, ma arrivare ogni giorno al tramonto coi piedi doloranti non è il massimo. Poi questa programmazione…questo dover arrivare alla mèta… con a disposizione tot giorni per farlo… mah…  Ma tanto è stata un’occasione più unica che rara. E adesso sono qui.
La tv mi annoia, i film non mi interessano, i libri sono come i film e devo anche far fatica oculare, potrei fare una passeggiata ma mi è venuta la tristezza…

Forse dovrei rassegnarmi: la vita è questa. Dovrei mettermi anch’io in coda per andare al centro commerciale di domenica.
Del resto, quando sono andato al supermercato per comprare patatine e birra, ho incontrato un mio ex collega che ,con la sua famigliola “da mulino bianco”, stava facendo la sua bella spesa domenicale.

E uno direbbe “beh.. meno male che almeno arriva il lunedì e il lavoro mi tiene un po’ impegnato“… e invece no! Dove lavoro adesso (ormai da 2 anni) passo le giornate esattamente come i weekend sul divano con l’unica differenza che sono seduto a fissare un monitor facendo finta di far qualcosa.
Io e altri siamo stati assunti per potenziare l’ufficio tecnico ma di fatto non abbiamo mai niente da fare. Il poco lavoro che c’è viene tenuto dai nostri capi, per poter far vedere che hanno qualcosa da fare.
A noi ultimi assunti restano al massimo quei lavoretti scartati dai capi in quanto poco interessanti.
Ho pensato che per darmi una botta di vita dovrei cambiare almeno il posto di lavoro, visto che la mia condizione famigliare non la cambio.
Però è davvero dura andar via da un posto dove si sta bene e si viene pagati per fare niente!
Poi forse ,in questo periodo, è meglio un lavoro che non dia problemi. O forse no: forse in questo periodo di depressione è meglio un lavoro che non deprima?

Intanto i giorni passano: 5 fissando il monitor e 2 fissando il soffitto. Ancora circa 225 così e farò 46 anni. Poi altri 365 e ne farò 47… e via così.
L’unico cambiamento sono le stagioni.
Seguo un blog che è molto focalizzato sulle sensazioni suscitate dal meteo e dalle stagioni… adesso lo capisco molto di più.
E pensare che c’è gente che sogna di vivere in una qualche zona del mondo dove nel corso dell’anno il clima resta abbastanza costante, senza particolari escursioni.  …Che palle!

Mi chiedo per quale motivo certa gente accetti di mangiare erba e integratori nella speranza di vivere più a lungo. Adesso va di moda quel giornalista con la zazzera, Panzironi, che promette di far vivere fino 120 anni… MIO DIO CHE INCUBO!!!!

16 pensieri su “Weekend 11/10/20

  1. Se le lunghe camminate in montagna ormai ti stancano o ti annoiano, potresti tentare con piccoli viaggi in città o borghi vicini a dove abiti – in Lombardia -, posti che magari non hai visitato o hai visto solo superficialmente. Anche un viaggetto breve può fare la differenza: non devi fare lunghi percorsi in auto (magari prendi il treno) e fai qualcosa di diverso senza stress.
    Te la butto lì, eh, senza pretendere d’insegnare niente a nessuno, anche perché so che, quando ci si sente depressi, si fatica anche solo ad alzarsi dalla poltrona.

      • Che dici di intraprendere la professione del fotografo? …come nuovo lavoro, intendo…
        (Nelle foto che hai pubblicato ho colto sprazzi di gioia, creatività…voglia di occhi nuovi…

        • 😀 😀
          Ma l’hai vista la qualità delle foto?!?!?
          Controluce, sovraesposte…. se le vede uno che ne capisce si mette a ridere.
          Questo dal punto di vista tecnico, ma poi c’è la questione artistica: saper cosa inquadrare, ecc.
          Fidati: faccio schifo.
          In ogni caso per me fotografare è solo un “catturare un ricordo”, quindi non mi impegno più di tanto e non mi interessa farlo come professione.
          Il mio lavoro lo adoro. Il problema è che solo in questa azienda non ho la possibilità di esprimermi come vorrei. Però pagano per non lavorare, l’azienda è grande e va a gonfie vele, si sta bene, c’è la mensa, sono vicinissimo a casa… solo un pazzo darebbe le dimissioni!
          Forse tra qualche mese inizia un nuovo progetto dove dovrei venire coinvolto moltissimo. Per me sarà un’ultima possibilità che darò a questa azienda: se mi faranno cadere le palle anche questa volta, basta…

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