Raccontami una storia, ti prego!!!

eicma2012
E’ una pubblicità del 2012, ma dopo 4 anni ancora non sono riuscito a togliermi dalla testa questa immagine così idiota.

Lo slogan è per veri sfigati in cerca di qualcuno che li caghi, di qualcuno che non si dilegui con una scusa qualunque, di qualcuno abbastanza sordo o autistico da sopportare i loro prolissi racconti, di qualcuno che per educazione faccia finta di credere alle balle eccessivamente azzardate che di tanto in tanto infilano nei loro racconti che altrimenti sarebbero di una banalità da far addormentare anche “Lapo Elkann dopo il consumo di 10.000 dollari di shopping”.

L’immagine è talmente inverosimile che solo gli sfigati sopra descritti possono pensare che abbia senso: ma ti pare che 4 giovani di sesso diverso  che fanno il fuoco di notte in riva al mare  non abbiano di meglio da fare che ascoltare un babbeo che se ne sta in spiaggia con la tuta da moto?
Lui fa dei gesti che fanno pensare che stia parlando di pieghe e dinamiche di guida ed è risaputo che le ragazze vanno matte per questi discorsi, no??!
Infatti sono lì che lo ascoltano affascinate e ignorano completamente i 2 maschi palestrati che erano lì con loro prima che arrivasse ‘sto coglione con la moto fin sulla spiaggia.
E i 2 bistecconi se ne stanno lì con l’espressione di chi si sente sminuito e sfigato. Certo: sono solamente dei fotomodelli giovani e in spiaggia di notte con 2 gnocche…. è facile immaginare come muoiano di invidia per quel motociclista solitario coi funghi sotto la tuta e il casco che si sta riempiendo di sabbia!!

Insomma, il messaggio che passa è: “se al bar del quartiere non ne possono più di sopportare le vostre depressioni e vi hanno invitato a consumare oppure togliere il disturbo,
allora compratevi una moto…così avrete nuove scuse per triturare le palle a quel povero barista che è costretto a star lì a far finta di ascoltarvi!!“.

Al lavoro

CaptureNon parlo mai di lavoro. Mai. Anche a casa, mentre mia moglie mi fa la cronistoria giornaliera, io difficilmente accenno qualcosa.
Ma stavolta è un fenomeno degno di studio antropologico.

Al lavoro sto attraversando un periodo strano: mi hanno cambiato i capi, mettendo un paio di inutili spaventapasseri presi da fuori.
Sono gli N-esimi fanfaroni che parlano tanto, sembrano fare tutto loro, passano settimane a creare presentazioni con Power-point per ogni minima questione (problemi risolvibili in un quarto del tempo necessario per creare la presentazione), fanno riunioni su riunioni che si concludono sempre con aria fritta… finché qualcuno di buona volontà ,stufo di annoiarsi e di sentire cazzate, fornisce la soluzione e così li salva.
Capi passivi tenuti in vita dai sottoposti che ,per beneficenza o per incapacità di adeguarsi al rincretinimento, continuano a fare il lavoro che dovrebbero fare i capi.

Quando i sottoposti ,per una volta, non parano il culo ai capi, i problemi che inevitabilmente ne conseguono sono colpa dei sottoposti perchè non hanno saputo essere autonomi, oppure perchè non hanno fatto presente la tal questione ai capi. Se invece l’avevano fatto presente, è comunque colpa loro perchè non l’hanno ripetuto (a mò di promemoria) con cadenza almeno giornaliera.
Se un capo si trova di fronte alle conseguenza di un proprio deficit, il suo ego non accetta di ammettere il “mea culpa” e quindi inizia a sbraitare contro chiunque, spesso contro una qualche entità non ben definita, non potendosi permettere di fare incazzare qualcuno.

I capi inetti fanno la guerra ai personaggi importanti e storici dell’azienda, ne parlano male ma poi in realtà li lisciano amorevolmente perchè ne hanno bisogno come hanno bisogno dell’aria.
E’ un odio-amore: li odiano perchè purtroppo sono più intelligenti, li amano perchè fortunatamente sono più intelligenti.
Spesso ,non sapendo prendere decisioni importanti, ripiegano prendendo ferme decisioni su cazzatine completamente prive di senso.

Ne ho visti passare molti ,di personaggi simili, e sono tutti durati poco. Purtroppo temo che questi dureranno un bel po’.
Io non ho possibilità di andarmene. Mi tocca adeguarmi. Mi tocca sopportarli.
Dio mi aiuti a continuare a districarmi e sguisciare bene in questa situazione assurda, senza farmi venire il mal di stomaco.
E ,quando se ne andranno, mi aiuti a sistemare i casini che hanno combinato durante la loro permanenza.

Natura sintetizzata

Se qualcuno ha ancora voglia di predersela coi socialnetwork accusandoli di essere la causa del rincoglionimento dei giovani, che finiscono col stare davanti al pc anzichè uscire e vivere la vita reale, beh… faccia una ricerca su youtube riguardo i “suoni rilassanti”!
Troverà in pratica una quantità pazzesca di suoni della natura tipo “rumore della pioggia su una tettoia“.
Vorrei far notare: non i suoi del pianeta Marte, o una canzone, no: i suoni sono della natura, di questo pianeta!  E dove cercarli? Su youtube…

Ieri pomeriggio, durante la mia passeggiata nell’ora di pausa, un improvviso temporale m’ha offerto l’esperienza pratica sul campo: mi sono dovuto riparare sotto la tettoia di un parcheggio per biciclette nel parco comunale.

C’è un tizio che tutti i giorni (tutti!) sfrutta l’ora di pausa per farsi un pisolino e… al grazie al riparo offerto dalla folta chioma dell’albero, nemmeno la pioggia può  rovinargli la siesta quotidiana!
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Senza Facebook

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Mi hanno bloccato l’account a causa del nick che ha fatto ampiamente sospettare che non fosse il mio nome reale (e forse, ho il sospetto, anche a seguito di una segnalazione di qualche pezzo di merda con cui ho dibattuto su una pagina).
Sta di fatto che se non mando un documento di identità, sono fuori. E non glieli manderò MAI! Ho inviato l’immagine di una pernacchia, ma credo che non abbiano gradito.
PS: ma quella frase (nell’immagine) che senso ha? Se io desidero…loro mi contatteranno…? mah…
Ho ovviamente pensato a farmi un nuovo account con un nome sempre falso ma più credibile, ma sai che palle richiedere l’amicizia a tutti per poi magari venire bloccato nuovamente?

Alla fine mi sono detto: ok, Facebook è bello perchè mi tiene in contatto con gli amici anche quando non posso vederli dal vivo, bla bla bla,  fa sentire meno il distacco da persone conosciute in vacanza o appartenenti al passato, bla bla bla; ok, questo è bello… ma di fatto in cosa consistono questi rapporti sociali?   Cazzate!
La gente ,che pure dal vivo non fa chissà che discorsi profondi, su Facebook scrive solo minchiate. E questo nei casi migliori! Altrimenti di solito nemmeno scrivono: condividono e basta. Vignette e catene trovate quà e là.

Quindi per ora c’ho rinunciato e stop. Mi sto disintossicando e devo ammettere che è un po’ come smettere di fumare: spesso prendo in mano il cellulare e punto il dito sull’icona blu come un ex-fumatore cercherebbe istintivamente il pacchetto nella tasca per poi ricordarsi che…”ah già: ho smesso 😐 “.
Devo ammettere che ciò mette un po’ di smarrimento: non so cosa fare nei momenti di noia e uno smartphone senza facebook perde buona parte del senso.
E ,come un ex-fumatore si dedica al cibo o al chupachupa (come il tenente Kojak), pure io ho notato che ora mi dedico maggiormente ai blogs e alle chat su un gruppo di Whatsapp.
Sì, me ne rendo conto: sono drogato. Ieri durante una passeggiata ho sentito il chicchirichì di un gallo e ho pensato “ma di chi è questa suoneria?”, mi sono guardato attorno e…c’era
un gallo.

Però quella richiesta di documenti m’ha messo addosso un pensiero peggiore: la tendenza è questa, la vecchia internet finalizzata al cazzeggio anonimo sta lasciando il passo a una
internet dove saremo tutti schedati, gestita solo da un paio di colossi che conosceranno tutte le nostre abitudini e tutti avremo un unico account per tutto.
Google è anche youtube, posta elettronica, G+, calendario con gli appuntamenti, navigatore, SMARTPHONE ANDROID (!!!!). E io ,usando Whatsapp, sto indirettamente continuando a dare a Mark Zuckerberg il mio numero di cellulare (la sim è registrata a mio nome) e quello di tutte le persone che ho in rubrica.
Sinceramente TEMO che un giorno sarò costretto ad avere un account facebook con identità confermata (come sono costretto ad averlo con google se voglio usare il mio smartphone) e TEMO che questi 2 colossi saranno i futuri dominatori silenziosi della nostra vita quotidiana.

Pensieri mattutini

Da https://sguardiepercorsi.wordpress.com/2015/10/06/pensieri-mattutini/
Guardavo le auto in movimento, le persone su autobus e tram, quelle a piedi… Flussi di esseri umani, ciascuno con la sua storia, calato nella sua vita, diretto verso la sua meta prossima e verso quelle future. Immaginavo ciascuno con un fumetto sulla testa che raccontava qualcosa di quella vita, e il colore dello stato d’animo del momento.
Mi sentivo parte di quel flusso, vita tra tante vite. Pensavo a quanta gioia e a quanto dolore lì in mezzo, nel flusso“.

Anche a me capitano queste riflessioni contemplando la gente che si muove come formichine e vive ogni giorno la sua “valle di lacrime” tra gioie, dolori, ma soprattutto molta routine.
Però mi assalgono sensazioni non proprio bellissime…. insomma, mi sembra di vedere un formicaio di gente che tira avanti senza nemmeno sapere perchè, continuando a muoversi solo perchè chi si ferma è perduto, spesso con delle FACCE SMORTE….
La vita è strana… e noi siamo solo pedine che si affannano tanto senza rendersi conto che in realtà la loro SINGOLA vita ,per il MONDO, vale meno di cicca masticata. Al pari della vita di un insetto che dura quanto una stagione.

In quei momenti è come se per un attimo uscissi dall’illusione umana ,forse addirittura dal mio corpo (in senso psicologico), e per un attimo…. vedessi la realtà per quello che è, nuda e cruda… e mi appare molto molto molto semplice, talmente semplice da essere ridicola, ma talmente semplice da essere anche….disarmante.
Come quando a un bambino dicono che babbo natale non esiste.

Giornata sabbatica di mia moglie


Mia moglie ,vista l’abbondanza di giorni di ferie residue, ha preso un permesso per il lunedi appena passato.
Ogni tanto lo faccio pure io: mi prendo un permesso di mezza giornata o anche intera e per farmi i fatti miei; ore dedicate completamente a me stesso e alla mia solitudine: me ne vado in montagna da solo, me ne vado a farmi un giro da qualche parte.
E noto che mia moglie è un po’ gelosa nel sapermi a zonzo a godermi la vita senza di lei 🙂 al punto che per questo lunedi lei voleva fare come faccio io: mi ha detto ,con un tono malizioso, “prendo la macchina e me ne vado al mare da sola, anche perchè con te non si va mai al mare!“.

Dopo aver contato fino a 10 per non scoppiare a ridere, l’ho avvisata che avrebbe fatto più ore in macchina che in spiaggia. Ma che andasse! Ne sarei contento!
Chiacchierando tra amici, qualcuno le ha proposto di prendere la moto (anche lei ha la sua moto, che però non usa mai) e farsi un giro sul lago. Cosa più sensata.
Sarei stato davvero felice se anche lei avesse assaporato quella magia della solitudine facendo un piccolo viaggio tutto per sè, una piccola avventura di libertà mentre tutti lavorano!

E invece alla fine ha detto che avrebbe fatto le pulizie fatte bene, perchè “nei weekends siamo sempre via e c’è la casa che fa schifo” e sarebbe andata a fare shopping per comprarsi le cose per l’estate, visto che alla sera non ha mai tempo/voglia.
Di fatto poi nemmeno è uscita di casa: mega dormita, pulizie, preparazione della cena.
Vabbè… peccato.
Boh…. ognuno ha i propri gusti. Probabilmente lei s’è gustata la sua solitudine anche senza allontanarsi da casa, senza inerpicarsi su per il boschi.
Un po’ è invidiabile.   …un po’….  anzi no.

Facebook evidenzia le patologie mentali

Grazie a facebook in più di 1 caso ho scoperto lati strani dei miei amici, che non avevo mai scorto dal vivo: invidie, rancori, sindromi da martire, ecc
Ho fatto una raccolta di vignette a tema, ma l’ultima è quella che m’ha dato la spinta finale per scrivere questo post.
10365731_686281971419129_402609590355336989_n  10389980_10152232062114748_8009382748905394188_n10330357_10151991199916459_8203611844229541759_nHai…”salvato“??? 😀 😀 😀 😀
E oggi si riservano la libertà di frequentare chi pare a loro, magari chi è meno egocentrico e meno paranoico? Ma che irriconoscenti!

MA ECCO IL GRAN FINALE!!!!! Ed ha avuto pure un successone!Capture

Pettinatura da…

Ieri sera, dopo mesi e mesi di apatìa televisiva, ho visto un film davvero divertente. Stranamente l’ho seguito tutto senza distrarmi, senza ritrovarmi a fissare uno schermo luminoso con la mente altrove.
Anzi, m’ha allietato un lunedi davvero palloso.

Però una scena m’ha fatto ridere ,sì, ma con un pochino di…boh… : dovendo attraversare il confine con un camper pieno di droga e avendo un aspetto troppo “da trafficante”, il personaggio principale ha deciso di farsi una pettinatura più da bonaccione, da classico papà in vacanza con la famiglia.
Ecco la richiesta alla parrucchiera: