Lato positivo

© Copyright 2010 CorbisCorporationDa solo a mangiare alla buona in una sagra modesta, con una sensazione che è il miscuglio di 2 fattori emotivi principali: un peso sull’anima per aver litigato in famiglia e la sperimentazione di una dolcissima (e incredibile!) libertà.

Il lato positivo vince:

– I venditori di rose mi guardano per una frazione di secondo e poi mi ignorano completamente (anche solo per questo già invidio i single).

– Guardo con un occhio diverso le mamme coi figli: anche se la freschezza è sfumata e hanno marmocchi rompiballe… …sono mica male!

– Non ho distrazioni e ho il tempo per osservarmi meglio attorno, per osservare le persone negli altri tavoli e quelle a zonzo. E’ strano far caso a certi atteggiamenti umani: ho la sensazione di guardare un documentario sulle scimmie. E’ proprio vero che l’essere umano non è altro che uno dei tanti animali che popolano il pianeta.

– Sono in silenzio, ma almeno non sono costretto a frequentare chi non mi va a genio. E faccio ciò mi pare senza dover avere l’approvazione di altri. Per dirla alla Vasco Rossi, senza tanti “se”, senza tanti “ma” e “perchè”.
Posso decidere di stare seduto al tavolo e ordinare un altro mezzo di bianco bello fresco e frizzantino, oppure alzarmi a andare dove mi pare, quando mi pare, come mi pare, perchè mi pare.
Penso che ne ordinerò un quartino.

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Non cambierà mai

Non cambierà mai niente, almeno non in positivo.
Mai.
Almeno non per merito nostro.
Possiamo sbatterci e dimenarci, ma alla fine saranno solo sforzi inutili e sofferenze: non cambierà mai niente. Niente di niente.
Certe volte mi chiedo perché ci ostiniamo a riflettere, adoperarci, lavorare, pensare…nell’illusione di avere davvero il libero arbitrio.
Non esiste il libero arbitrio. Siamo su dei binari.

Binari di un qualche dio che si sta divertendo col trenino elettrico. E c’ha dato in mano la console di comando facendoci sentire fieri di poter giocare al “macchinista”.

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“Spendiamo soldi che non abbiamo, per comprare cose che non ci servono, al fine di impressionare persone che non ci piacciono”

Sono incappato casualmente in un articolo che dovrebbe essere scritto su una versione moderna di Sacra Bibbia, in un… “testamento 3.0”.

Questo: https://kintsugiolistica.com/2018/06/08/quanto-costa-la-felicita/

 

Destino

Avete mai la sensazione che tutta la vita sia in realtà già decisa e che il libero arbitrio sia solo un’illusione?
Non parlo di semplici sensazioni temporanee in qualche momento storto, bensì di una vera e propria…conclusione alla quale personalmente sono giunto dopo parecchi indizi e analisi della mia vita.
Probabilmente l’ho anche già scritto in passato. Ma è un concetto che troppo spesso torna a farsi sentire nella mia mente.
Siamo (sono) come una formica su una foglia che galleggia sulle acque di un fiume in movimento: liberissima di muoversi in qualunque direzione, ma limitatamente alla foglia, mentre il fiume la trasporta in modo indipendente dalla sua volontà. E va dove DEVE andare.

Più analizzo la mia vita e il mio passato, più mi rendo conto che una qualche entità superiore abbia fin dall’inizio già programmato l’andamento della mia vita. Troppe cose che mi sono successe in passato si sono rivelate per niente casuali, bensì capitate nel modo giusto al momento giusto, come in un complotto perfettamente architettato fin dalla mia nascita, con l’abilità di un campione di scacchi e la pazienza delle gocce d’acqua creatrici di stalattiti.

Il termine “complotto” non è esatto, ma serve a rendere bene l’idea. In realtà tutto ciò è anche… rassicurante.
Per esempio (ma è solo un esempio, ed è solo 1), io sono un tipo molto attaccato alle mie abitudini e ben difficilmente avrei cambiato posto di lavoro, lasciato la strada vecchia per la nuova. Eppure l’ho fatto a cuor sereno perchè notai certe strane casualità degli eventi e dei dettagli che ,nei 2-3 colloqui che feci in questa azienda, parevano dirmi “stai tranquillo che questa è la scelta giusta“.
Sembravano chiamarmi.
Piccolo dettaglio divertente: mi fecero anche parlare in inglese per testarne la mia conoscenza e vi giuro che io non avevo mai parlato inglese così bene prima di quel momento. E nemmeno dopo 😀
Penso che probabilmente sarebbe andato tutto bene pure se mi avessero chiesto di parlare in arabo o in ostrogoto.

Ma ripeto: è solo un esempio. Non è del cambio di lavoro che voglio parlare. Bensì di altre cose meno palpabili, meno descrivibili e magari anche troppo personali per parlane qui. Ma anche più importanti.
Sono convinto che la serenità (“felicità” è troppo) la si ottenga quando NON tentiamo di andare contro questo nostro destino, quando non ci dimeniamo troppo nel tentativo di allontanarci dalla strada che è già prefissata.
In parte è molto triste dire ciò, perchè significa in sostanza che abbiamo ben poca libertà.
Sarebbe molto più affascinante dire quelle frasi da coach dell’autorealizzazione: “insegui i tuoi sogni e lotta con tutte le tue forze per realizzarli! TU PUOI FARLO!! Yes you can!”.
Ma dall’altra bisogna ammettere che è anche una gran fortuna avere già la risposta agli importanti dubbi amletici, ai bivi che si presentano nella vita.
In ogni caso ,che piaccia o no, è così. Cioè non ha molta utilità il fatto di discutere se sarebbe meglio o no il totale libero arbitrio. Di fatto è così e non ci posso fare niente, quindi tanto vale almeno gustarne gli aspetti positivi.

Sarei davvero curioso di sapere se avete anche voi questa…”sensazione”, che nel mio caso potrei dire “certezza”.
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