CHE SUPER SUPER IDEONA: cioccolata!?

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Post ispirato dal mio commentare in un altro blog:

“Puoi sempre rifarti il prossimo weekend con una bella escursione sulla neve, che nel frattempo è arrivata (anche se pochetta)”

Dalle mie parti c’è qualche spruzzata solamente oltre i 2000mt, comunque non è un problema: mi piace anche il bosco invernale, freddo e spoglio.
Il problema è che le scappate in giornata iniziano ad annoiarmi. E leggo invece di tante persone che fanno traversate di più giorni appoggiandosi a più rifugi, dal cammino di Santiago al sentiero 101 delle orobie, o anche una semplice 2 giorni con fornelletto al seguito… e insomma, mi sento sfigato, mi sembra di giocare sempre liscio in attesa del “messìa”. Boh.
Mi sembra di condurre una vita troppo “standard” per uno che invece non ha figli: per le coppie che non hanno figli è davvero uno spreco passare un weekend a bere cioccolata in un bar o a mangiare da parenti, quasi un insulto a chi invece vorrebbe ma non può.
E pensare che il tempo (nei weekends) non ci manca affatto e ,nonostante la passione per il trekking sia una passione relativamente economica, non ci mancherebbero nemmeno i soldi. E ancor meno la salute.
Ci manca l’entusiasmo, quell’entusiasmo che la compagnìa di persone simili a te riesce a darti. Invece mi redo conto che la mia…come dire…”sfera di compagnìe e abitudini” è composta solo da gente piuttosto piatta: cioccolatina, pizzetta, birretta… e una candelina in più sulla tortina.

Se penso che in certe imprese si buttano con entusiasmo anche persone con problemi di salute o che comunque non hanno i presupposti più adeguati….
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Periodo natalizio

In particolare quei giorni tra il 27 e l’Epifania (che “tutte le feste porta via“), sono tra i più detestati da buona parte della popolazione adulta.
Io penso che succeda anche perchè l’interruzione della routine quotidiana mette a nudo la vita così com’è, a naturale, noiosa e solitaria.
Le vacanze estive sono meno feroci nel mostrarcelo perchè l’estate permette comunque di far qualcosa, uscire, incontrare, spostarsi, ecc.
Invece quelle natalizie ,una volta espletati tutti i rituali (consistenti in continue mangiate, spesso con persone con cui non ci sogneremmo mai di passare il nostro weekend ideale), spesso ci fanno restare tappati in casa a controllare il termostato che pare sempre troppo basso… e dalla finestra il freddo, il buio e la nebbia spengono gli entusiasmi e bocciano a priori qualunque idea.

Io ormai sono “sulla giostra”, ma ricordo che quando ero single le festività invernali allontanavano le amicizie, perchè tutti si avvicinavano tra parenti oppure partivano per qualche località turistica con pochi intimi (fidanzata, genitori).
E l’istinto giovanile di uniformarsi generava anche delle ansie: mentre il 25 dicembre era scontato, era assolutamente indispensabile organizzarsi per il 31, per non sentirsi dei perfetti beoti.
Da single ,a qualunque età, è difficile riuscire a star bene il quelle 2-3 settimane: bisogna chiedere gli occhi e cercare la pace dentro a sè stessi, perchè fuori il freddo è tagliente.

Ripeto che io ormai ho l’abbonamento alla “giostra”, ma non dimentico di dedicare un pensiero a quelle persone silenziose che si trovano su un divano, stretti in un plaid che non sarà mai abbastanza caldo.

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Gioca liscio, che tanto…

Venerdì… ma niente in programma per il weekend.
Sarà l’N-esimo weekend giocato liscio: avete presente quando ,giocando a briscola, non c’è l’occasione per fare una bella mossa e quindi si tira una carta di poco valore aspettando occasioni migliori? Ecco: si dice “giocata liscia” quella giocata banale che si fa solamente perchè è arrivato il turno.
Il problema è che mi sembra di giocarla tutta liscia, questa vita.
Magari ogni tanto c’è anche il weekend buono, ma nel totale si tratta di una percentuale non sufficiente a poter giudicare “ben spesa” una vita.

Va bene che bisognerebbe gustarsi anche le piccole cose…. ma che palle: mi sembra un pensiero solamente consolatorio.
E nel frattempo ,consolandoci, passano gli anni.

Nessuno

Negli ultimi tempi mi sembra di essere diventato troppo selettivo nei confronti degli amici. Tutti simpatici, ma nessuno mi va veramente a genio: chi troppo così, chi troppo cosà, chi ha quel difetto, chi ne ha un altro… e alla lunga (neanche tanto lunga) mi stancano.
Accidenti: non mi va bene nessuno!

Ma ciò che più mi fa impressione di me stesso è che…mi vergogno pure a dirlo…sarà che in questi giorni ho le palle un po’ girate, ma provo un senso di fastidio. I difetti delle mie frequentazioni sono come dei film già visti: me li aspetto, so già come andrà a finire, sono
drammaticamente prevedibili.
Mai come in questo periodo amo conoscere gente nuova e al contrario detesto le “rimpatriate”.

Ieri ci siamo rivisti tutti per il compleanno di un amico, dopo mesi e mesi (anche anni, per qualcuno) di contatti ridotti a qualche “mi piace” su facebook.
Beh… sarà che io preferisco la qualità alla quantità, sarà che non mi piace la confusione, ma sta di fatto che non ho chiacchierato granchè. Ero un po’ sulle mie. Mah…
A dire il vero mi sembrava anche un po’ una recita: non ci si vede mai, non ci si caga mai, solo oggi ci si interessa tanto, ma finita la serata a nessuno interesserà potersi rivedere entro breve.
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Noia sì, ma in montagna!

Sono in ferie forzate da dopo Pasquetta fino al 25 aprile.Visto che mia moglie invece dovrà lavorare, pensavo di approfittarne per fare ciò che io definisco simpaticamente “perlustrare”: anzichè uscire di casa sapendo già quale sentiero faremo, cosa troveremo, qual è l’arrivo e il tempo necessario (e mia moglie che mi chiede “quanto manca?”, “ma cosa c’è lì dove andiamo?”, “ma com’è, come non è?“), quando sono da solo mi piace chiedermi “chissà dove porta quel sentiero?” e infilarmici, con uno zaino rifornito di tutto ciò che occorre per passarmela bene indipendentemente da ciò che troverò: il sentiero si perde nella vegetazione oppure diventa una via ferrata che non mi sento di affrontare? Chi se ne frega! Torno indietro e cambio giro, oppure mi siedo su una roccia e mi gusto panino, vino, cioccolata e sigaro toscano, guardando l’infinito.

Però pare che il meteo non sarà clemente. Quindi che farò? Non ho alcuna voglia di stare a casa steso tutto il giorno sul divano! Anche perché si prevede solo un po’ di pioggerella, non un diluvio!
Ok, mi armerò di poncho impermeabile ma anche di carta e penna, fornelletto col necessario per farmi il the o un caffè “americano”, vinello rosso bello corposo, pipa, ecc e -senza lunghi tragitti e vette- andrò in un bel bivacco di legno in Valsassina, guarderò un po’ il piccolo altarino dedicato a una bambina che ha finito di vivere dopo soli 7 anni (da cui il bivacco prende il nome), DSCF5870
poi mi siederò sulla panca, farò un piccolo spuntino e poi ascolterò i miei pensieri mentre il tepore della pipa mi scalderà la mano.
Se passerà di lì qualche buon pensiero leggero come un fantasma, lo appunterò velocemente prima che dissolva.

Tutto il giorno lì…avrò da rompermi le palle. Mi porterò anche quel libro che non ho mai tempo di leggere.
Visto che ci sono a disposizione anche delle brandine, mi porterò una coperta d’emergenza così magari mi farò un pisolino.

Una telefonata alla moglie che sarà al lavoro, magari una sbirciata sui blog tramite lo smartphone, con l’aroma di caffè che si libera nell’aria della casetta… e fuori il ticchettìo della pioggia.