Inverno…

Copio e incollo un magnifico pezzo di articolo di questo blog:
https://sguardiepercorsi.wordpress.com/2015/12/22/inverno/

Non ho mai avuto rimpianti, e non ne ho ora. Però oggi la percezione delle rose che non ho colto ha un sapore diverso. È più lucida e, in un certo senso, più irreversibile. Lo so che non esiste il “più” irreversibile, eppure l’espressione mi sembra che racconti ciò che provo.
Non si possono varcare tutte le porte, mentre ne apriamo una se ne chiudono altre, e mai sapremo come sarebbe stata la nostra vita se… La forma che abbiamo è fatta di limiti che tracciano i nostri confini: il limite delimita, ordina il caos, e nel dare quell’ordine, quella forma, scarta possibilità, taglia occasioni, non nutre potenzialità, non esplora altri territori. Inevitabile. Irreversibile.
Fino ad ora, il sentimento che accompagnava queste considerazioni è sempre stato di tranquilla consapevolezza, di senso di identità e unicità. Ora, si aggiungono nuove sfumature. Guardo le foglie cadute e sento che non torneranno più. Guardo le foglie che non sono state e sento che non saprò mai come avrebbero potuto essere… Sento le mancanze e i limiti, sento che sono il prezzo pagato all’essere ciò che sono. È il sentire di chi vede accorciarsi l’orizzonte.
Non ho rimpianti, sono grata alla vita per come è andata finora. Va bene così.
I rami che si stagliano nel cielo sono bellissimi.

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Periodo natalizio

In particolare quei giorni tra il 27 e l’Epifania (che “tutte le feste porta via“), sono tra i più detestati da buona parte della popolazione adulta.
Io penso che succeda anche perchè l’interruzione della routine quotidiana mette a nudo la vita così com’è, a naturale, noiosa e solitaria.
Le vacanze estive sono meno feroci nel mostrarcelo perchè l’estate permette comunque di far qualcosa, uscire, incontrare, spostarsi, ecc.
Invece quelle natalizie ,una volta espletati tutti i rituali (consistenti in continue mangiate, spesso con persone con cui non ci sogneremmo mai di passare il nostro weekend ideale), spesso ci fanno restare tappati in casa a controllare il termostato che pare sempre troppo basso… e dalla finestra il freddo, il buio e la nebbia spengono gli entusiasmi e bocciano a priori qualunque idea.

Io ormai sono “sulla giostra”, ma ricordo che quando ero single le festività invernali allontanavano le amicizie, perchè tutti si avvicinavano tra parenti oppure partivano per qualche località turistica con pochi intimi (fidanzata, genitori).
E l’istinto giovanile di uniformarsi generava anche delle ansie: mentre il 25 dicembre era scontato, era assolutamente indispensabile organizzarsi per il 31, per non sentirsi dei perfetti beoti.
Da single ,a qualunque età, è difficile riuscire a star bene il quelle 2-3 settimane: bisogna chiedere gli occhi e cercare la pace dentro a sè stessi, perchè fuori il freddo è tagliente.

Ripeto che io ormai ho l’abbonamento alla “giostra”, ma non dimentico di dedicare un pensiero a quelle persone silenziose che si trovano su un divano, stretti in un plaid che non sarà mai abbastanza caldo.

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