Cavalieri coraggiosi

Siamo TUTTI foglie al vento! E chi pensa di avere tutto sotto controllo è un povero illuso.
costume-da-cavaliere-medievale-bambinoCerto esiste il libero arbitrio, ma è da stupidi affannarsi troppo visto che nessuno può avere la totale certezza di essere ancora vivo domani. O anche solo tra un’ora.

Questa spada di damocle del fato sopra la nostra testa è una cosa terrificante e affascinante nello stesso tempo, in qualche caso direi “una fortuna”: è questa paura che ci fa essere tutti un po’ eroi, ogni mattina quando usciamo dal letto siamo tutti un po’ cavalieri impavidi; che roba da vigliacchi sarebbe la vita senza il timore della morte?

E ho detto anche “una fortuna”, certo, perchè già così ci sono un sacco di persone che si dimenticano di essere mortali e bramano continuamente potere e accumulo di denaro con stratagemmi disonesti, schiacciando il prossimo, senza pensare che un giorno dovranno lasciare tutto qui. Quindi ,appunto, chissà cosa farebbero (e quanti in più sarebbero) se non esistesse questa inesorabile e incorruttibile pialla che è la morte!?!
GettyImages_104058191

Annunci

Fuochi

sguardiepercorsi

“È come avere un gran fuoco nella propria anima e nessuno viene mai a scaldarvisi, e i passanti non scorgono che un po’ di fumo, in alto, fuori del camino e poi se ne vanno per la loro strada.”
Vincent van Gogh (cit. In Vita e opere di van Gogh, di Frank Elgar)

Lo stato d’animo che comunica è davvero straziante. Poche semplici parole raccontano un mondo.
Al di là di van Gogh e della sua grandezza, forse un po’ tutti noi, leggendole, pensiamo ai nostri fuochi -più o meno grandi, più o meno intensi- che passanti distratti non scorgono o non sono in grado di cogliere.
Però tutti noi siamo anche quei passanti. Quanti fuochi altrui non siamo stati capaci di vedere?
È un equilibrio sempre da ritrovare quello che sta tra la legittima concentrazione sulla nostra vita e l’attenzione a quelle altrui. Non ci sono regole, né princìpi…

View original post 11 altre parole

Sono una persona superficiale?

Post ispirato da un botta e risposta con una blogger. Nello specifico la frase ispiratrice è stata:
“ci sono persone talmente superficiali da non percepire neanche lontanamente le sofferenze, le necessità, i sentimenti che si celano dietro il viso di una persona, dietro la “maschera da tutti i giorni” che spesso vestiamo. Son quelle persone cui non interessa andare oltre la superficie delle cose, quelle persone che ti chiedono “come stai?” senza avere interesse per la risposta.”
Prima di dire “tutti GLI ALTRI son superficiali, io no”, provo a riflettere su come il mio comportamento può essere visto dagli altri, su come gli altri potrebbero etichettare me.

————————————-
Io vorrei tanto interagire con le persone in modo meno superficiale, ma purtroppo non dipende solo da me. Si sa che a 40 anni non è che uno va al bar a parlare delle sue menate; e gli amici sono conoscenti con cui si esce a mangiare o si beve una birra.

La cosa curiosa è che sicuramente ,nel gran numero, qualcuno sarà davvero superficiale ma qualcun’altro che la pensa come me c’è di sicuro. Magari io e te (che stai leggendo e sei d’accordo) non lo sappiamo ma ci vediamo spesso, magari tu sei proprio quel mio amico con cui mi vedo spesso e che ho sempre reputato superficiale… e invece dietro a un monitor non lo sei.
Ma come ho già detto nel mio post riguardante l’individualismo, io ho la tendenza a “evitare” anzichè lottare contro i mulini a vento: è vero che dal vivo non vado a parlare di sentimenti e difficilmente faccio discorsi impegnati, ma nemmeno chiedo “come stai?” 😀
Davvero, non ci crederai ma sono davvero stronzo così. 😀 Cioè appaio stronzo, ma la realtà è che evito di fare domande di circostanza a cui si risponderebbe con risposte di circostanza. Quelle poche volte che lo chiedo voglio davvero sapere come stai.

Pensa che crescendo mi sono parecchio smussato, ma da bambino (i bambini sono super-sinceri) ero la disperazione dei miei genitori: per esempio non mi piaceva salutare, perchè la pronuncia di quella parola di 4 lettere “ciao” mi sembrava uno stupido rituale. Quando vedevo una persona attaccavo a parlarci e basta, come se ci fossimo già visti 2 minuti prima.
Poi sai che i bambini non temono il distacco e si dimenticano presto di qualunque cosa, quindi non salutavo nemmeno quando ci si lasciava.

Ancora adesso faccio una gran fatica a sbaciucchiare tutti ogni volta che ci si vede, con gente fa certe contorsioni tra tavoli e sedie per arrivare a baciare tutti, ma tutti tutti, e se siamo in 20 ci si passa a uno a uno e mi viene da ridere perchè mi ricordo la scena di “spie come noi” quando si salutavano fra medici (“dottore, dottore, dottore…”). Io mi uniformo e via, ma certe volte penso “ma cazzo, siediti e bevi!” 😀

Scena del film (guardate anche quando si risalutano per uscire) :

Re Giorgio va in pensione

E noi paghiamo

VociMute

Re Giorgio è appena andato in pensione  ed è diventato senatore a vita. Con la sua nuova carica avrà diritto a:

15.000 euro netti al mese;

un ufficio da 100 metri quadrati;

segreteria composta da 9 persone;

1 maggiordomo;

1 guardarobiere;

1 auto blu con autista.

Per non parlare delle le spese della Presidenza della Repubblica. Siamo nell’ordine di centinaia di milioni di euro. Più di Barack Obama e della Regina Elisabetta.

Rinuncerà a tutto questo l’ex Presidente della Repubblica amato per anni dal popolo italiano? Non credo, chi ha condotto per anni una vita da ricco signore non sarà mai in grado di rinunciarvi.

Se lo farà buon per lui, e per la democrazia.

download

View original post