Bevendo da solo sotto la luna

knowitall-li-bai
Da una brocca di vino, in mezzo ai fiori,
solo, mi verso da bere, senza un amico accanto.
Levando la coppa, invito la pallida luna.
Ora siamo in due e, con la mia ombra, addirittura in tre.
La luna – è vero – non osa bere.
L’ombra, poi, si limita a seguirmi macchinalmente.
Ma, almeno per un poco ho trovato dei compagni: la luna, l’ombra,
disposti a fare allegria, per arrivare alla primavera.
Mi metto a cantare, e la luna tenta in modo maldestro qualche passo di danza.
Mi metto a ballare, e l’ombra si agita scompostamente.
Finché sono stato lucido, direi che ci siam fatti buona compagnia.
Ma poi ho preso una bella sbronza, e ciascuno se n´è andato per conto suo.
Ormai legati per sempre, senza passioni,
ci diamo appuntamento, lontano, sul fiume delle nuvole.

LI BAI

Picnic di pensieri

20151129_122126Dopo tanti anni di distanza dalla mia fase da scapolo, rieccomi a provare ancora quella sensazioni di solitudine in completa e armonica compagnìa di me stesso.
Ogni tanto sento la mancanza di questo parlare da solo come in una sorta di auto-intervista o di reality in cui l’unico protagonista è anche spetatore.
Per goderne però è importante sapere che tutto è a posto, che la consorte non è offesa per l’ “abbandono”, quindi ho telefonato: tutto bene, non è incazzata 😀 Bon! Digerirò meglio i miei 2 panini.
Peccato non poter condividere tutte le giornate e tutte le esperienze, ma cosa si può fare se si hanno interessi diversi? Si deve vivere al 50% tutti e due?
Sarebbe meglio se ci fosse anche lei, sulla stessa lunghezza d’onda, ma va bene anche così piuttosto che niente.

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Grignetta e Grignone sullo sfondo

Finisco i panini e concludo il mio pic-nic con una sorsata di vino novello; mi godo il panorama e questo sole novembrino accendendo la pipa coi fiammiferi che mi sono stati regalati da una coppia di amici di ritorno da un viaggio in Polonia.
Ho anche altri fiammiferi e un accendino, ma con questi mi sembra che la fumata sia più buona, più meditativa. Accendo e penso anche a loro e alla loro estate in moto sotto la pioggia interminabile del nord Europa.
Ehh….
….E’ così vario il mondo….

I ricordi scorrono nella musica

Ispirato da https://maplesexylove.wordpress.com/2015/10/01/i-ricordi-scorrono-nella-musica-1/

Io da adolescente ascoltavo solo Vasco Rossi, quindi a parte quelle non ce ne sono di legate a episodi di quel periodo pregno di emozioni e esperienze.
Però ora apprezzo anche le canzoni che ho scoperto solo di recente, ma comunque trattano un argomento che nel corso dei miei anni m’ha toccato. Oppure che ,poco o tanto, è sempre un pochino presente (o latente) durante tutta la vita, di tutti.

Porto come esempio una canzone che ho scoperto circa 2 settimane fa:


Secondo wikipedia i fuochi che si notano nel video vogliono rappresentare la solitudine. Evidenzia anche il doppio superlativo “most loneliest” del ritornello. Quindi la traduzione “il giorno più solitario della mia vita” non rende sufficientemente bene l’idea.

Il libro del silenzio

Sto leggedo questo libro
che trovo non sia niente di speciale: è il classico libro preso in biblioteca, dove l’autrice cerca di allungare il brodo di un concetto che potrebbe essere espresso in 10 o 20 pagine (ma bisogna pur campare) e che mi viene istintivamente da leggere molto rapidamente 1 riga si e 2 no  cercando il punto dove inizia a farsi interessante (come praticamente col 90% circa dei libri, secondo il mio modo di vedere).

Tuttavia in qualche punto dice cose molto belle. Riporto un paio di pezzi:

2015-06-23 22.42.32.pngadesso salto e le prossime 2 immagine sono sequenziali ma separate da questa qui sopra:

2015-06-23 22.43.01.png 2015-06-23 22.43.55.png

Ecco, andando alla ricerca dell’immagine della copertina mi sono imbattuto in questo blog dove lo stesso libro viene definito “uno dei migliori che abbia letto negli ultimi anni
http://www.viva-mente.it/70-il-libro-del-silenzio.html
Mah…sarà che io son troppo pratico e mi piace andare al sodo: “massimo rendimento col minimo sforzo” è il mio motto, visto anche che alla sera ho gli occhi stanchi e un’ulteriore fatica deve valere davvero la pena.

Amicizie e rancori

Ispirato da:
http://memolando.wordpress.com/2014/04/17/rami-sanguinanti/
gli ho lasciato un commento che riporto anche qui come articolo per il mio blog:

Non so se invidiare o no questo modo intenso di vivere le amicizie.
Io sono convinto che finita l’adolescenza non si abbiamo più amici, bensì solo conoscenti.
So benissimo che ,usando le parole di Vasco Rossi, ci si può vedere per “bere una birra al roxy bar” ma poi “ognuno in fondo è perso dentro i fatti suoi”.
Nei rapporti con le persone (simpatiche, antipatiche, simpatiche che diventano antipatiche o viceversa) mi adeguo come il sughero si adegua all’alzarsi e abbassarsi delle onde, senza radicali cambiamenti, senza litigi, senza rotture di rapporti in quanto mai son stati saldati.

Non aspettandomi molto è così per me impossibile rimanerci male. Ma di contro vivo le amicizie in modo mediocre, non ho rapporti intensi; libertà significa anche solitudine.

Qual è la via giusta? Restare corazzati e conseguentemente soffrire poco ma anche godere poco, oppure godere tanto ma INEVITABILMENTE rimanerci male molto molto spesso? NB: con “molto spesso” intendo la frequenza, non la possibilità! In quanto è per me CERTO che qualunque cosa abbia un termine o comunque sia destinata a un lento sfumare, appassire, degenerare, stancare (parlo x le cose belle, mentre quelle brutte possono durare anche tutta la vita).
Essere o non essere?
A risolverci il dubbio amletico già sul nascere è la nostra personalità, che volenti o nolenti ci porta essere ciò che siamo e cambiare è praticamente impossibile.

Ps: io ho un modo per definire tecnicamente se ho amici o conoscenti: gli amici sono quelli che si frequentano anche nei periodi che rompono la routine, per esempio le ferie estive, natalizie (le feste di fine anno) o i ponti in cui è possibile fare una vacanza via dalla solita città, ecc
Spesso (a 40 anni direi “sempre”) invece ci si vede con gli amici solo nella routine, mentre quando si avvicinano le feste ci si organizza per… “vederci tutti e farci gli auguri, che poi iniziano le feste e non ci si vede più“. :/

Ancora sulla solitudine

Articolo ispirato dalla lettura del blog di “Sentimental” http://sonoqui.wordpress.com/about/

Solitudine, solitudine… ah, amata e odiata!
Pensiero che m’ha sempre seguito nella vita, pur senza averne realmente sofferto gravemente (per fortuna), salvo forse in qualche breve periodo che il destino m’ha regalato giusto per farmi fare anche questo tipo di esperienza.

Per quanto mi riguarda sono giunto a una conclusione: adoro la solitudine solo ed esclusivamente se si tratta di… non solo di una parentesi temporanea, ma addirittura di una parentesi guadagnata a fatica, rubata! Insomma è piacevole solo se so che qualcuno mi sta aspettando e ,meglio ancora, se è anche un pelino dispiaciuta per questa mia “fuga”.
In qualunque altro caso è una delle cose più terribili della vita, forse oserei dire “la più terribile in assoluto”, peggio della morte (e questo è quasi scontato) e addirittura peggio anche della malattia! Questo ultimo concetto lo approfondisco dopo, nel commento.

E’ bruttissimo trovarsi in una stanza silenziosa e pensare che in quel momento non c’è nessuno che si sta chiedendo di te, che potresti piangere e disperarti senza che nessuno sia interessato, anzi nessuno sa nemmeno che sei al mondo. Pensare che ,anche se morissi, forse solo dopo qualche giorno qualcuno se ne accorgerebbe, ma solo perché disturbato dalla puzza del cadavere.

Tuttavia ammiro e anche invidio quelle persone che nella solitudine stanno benissimo.
Li ammiro perché così sono liberi anche da questo tipo di dipendenza.
Li invidio perché so che nella vita ,in fondo, è la solitudine lo stato di normalità. Lo stato di “in compagnìa” è uno stato eccezionale e precario, per quanto possa essere anche lunghissimo (tipo un matrimonio che funziona bene). Ma nella vita…la verità è che siamo soli, finiremo soli.