Il tag “liberta’”

E’ da un po’ che seguo i posts rispondenti alla ricerca del tag “liberta’” (scritto con l’apice, perchè con la a accentata non appaiono risultati).
Ebbene fino a un mese fa i posts a riguado erano miseri e ,anche quei pochi, non si riferivano alla quarantena oppure parlavano sì della quarantena ma in suo favore, o comunque con grande spirito di sopportazione.

A partire dalla fase 2 c’è stata un’esplosione di post col tag liberta’, tutti insofferenti, tutti che criticano le scelte del governo definendole anticostituzionali o addirittura fasciste.

Io però ricordo bene i giorni prima dell’inizio della quarantena!
Vorrei radunare quei criticoni (compresi i politici che SOLO ADESSO hanno iniziato a dare addosso a Conte, mentre in piena emergenza erano stranamente scomparsi) e prendere tutti insieme la macchina del tempo per tornare a quella famosa domenica in cui alla mattina c’erano una decina di casi, alla sera erano già diventati un centinaio e il giorno dopo ci siamo cagati sotto guardando il telegiornale della mattina.

Ricordo bene: guardavamo il tg ogni ogni 2-3 ore, increduli, sembrava che fosse scoppiata la guerra atomica o fossero sbarcati gli alieni, avevamo tutti le chiappe strette strette, l’unico politico che si sentiva era Conte mentre gli altri erano improvvisamente spariti come gli alunni che si abbassano con la faccia sul banco quando il prof si guarda attorno dicendo “vediamo chi interrogare oggi“.
Nella speranza che potesse salvarci, pendevamo dalle sue labbra come uno spavenato equipaggio di una nave nella tempesta che vede come unica speranza la sicurezza e fermezza del capitano.
Capitano Conte, deciso lupo di mare, maschio alfa diventato anche la fantasia erotica di molte donne.

Adesso che si vede la luce in fondo al tunnel (e speriamo ,preghiamo, che non sia invece la luce del treno che ci sta arrivando addosso) tutti alzano la cresta, tutti criticano, tutti avrebbero fatto diversamente, tutti ADESSO hanno la soluzione in mano, adesso è il momento di mandare Conte “IN ESILIO” dopo che ha fatto il lavoro sporco, adesso è incostituzionale, adesso è un fascista, finita la tempesta ecco che è passato da valoroso capitano a pirata da impiccare.

Sindrome di Stoccolma?

Sui social noto un certo attaccamento alla quarantena.
Ogni volta che Conte (dopo essersi consultato con degli esperti) decide di riprire qualcosa, ecco che un sacco di “opinionisti da social” (ancora più esperti?) disapprovano, vorrebbero continuare il lockdown e ,anzi, fosse per loro lo chiuderebbero ancora di più.

Secondo me si devono mettere il cuore in pace: prima o poi la quarantena ha da finire. So che per qualcuno sarà triste perchè significherà ripartire, significherà tornare alla vita di prima senza più la scusa della quarantena… però prima poi s’ha da fare.

pressenza.com/it/2020/03/giuseppe-conte-quarantena-fino-a-luglio-il-92-dei-cittadini-applaude/
Riporto un pezzo:
208.944 persone hanno seguito l’ennesima diretta Facebook del Presidente del Consiglio dei Ministri, signor Giuseppe Conte, che annunciava l’approvazione di un nuovo Decreto Legge per prorogare fino al 31 luglio prossimo –salvo eventuali generosi sconti– le condizioni di restrizioni delle libertà costituzionali che erano in scadenza il prossimo 3 aprile.
[…]
Quello che colpisce subito sono le “emoticon” che accompagnano il video : alle 20:00, sono 47.800 i “mi piace” e 24.000 i “cuoricini”; mentre solo poco più di 5.400 le disapprovazioni (“grrr”).
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Sono strano: non gradisco le tribolazioni

Tratto da un post su https://oltreilbordo.wordpress.com :
“Di sicuro una persona che è sommersa da mille impegni non ha neanche il tempo di pensare, quindi non può essere depressa. Disperata sì, ma depressa no.
Molti anni fa (e forse ancora oggi) ai depressi veniva consigliato di farsi una famiglia. Per parte mia posso dire che voglio sì cambiare la mia vita, ma certamente non in peggio.
Ho già troppi nodi da risolvere con me stessa che non voglio ulteriori problemi da risolvere.
Certamente, i miei problemi resterebbero in seconda linea dietro a quelli di un infante da mantenere e starci dietro, ma non verrebbero cancellati. Sarebbero soltanto spinti in fondo al cassetto.”

Non ho e non ho voluto figli. E non è solo una questione di figli, bensì di rotture di palle in generale: la gente si lamenta ma in realtà adora i guai perché si sentirebbe vuota se non avesse niente per cui tribolare e lamentarsi.
Certe volte mi chiedo se io sono un “diverso”, un essere umano uscito male.
Possibile che io non abbia questo istinto che hanno tutti?
Possibile che solo io capisca che è una stronzata?
Possibile che solo io veda quanto è inutile questa vita e non mi vada a genio di stordirmi, di drogarmi, con religioni o impegni che possano evitare di lasciarmi vedere la realtà?
Certe volte mi faccio paura da solo 😀

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Lato positivo

© Copyright 2010 CorbisCorporationDa solo a mangiare alla buona in una sagra modesta, con una sensazione che è il miscuglio di 2 fattori emotivi principali: un peso sull’anima per aver litigato in famiglia e la sperimentazione di una dolcissima (e incredibile!) libertà.

Il lato positivo vince:

– I venditori di rose mi guardano per una frazione di secondo e poi mi ignorano completamente (anche solo per questo già invidio i single).

– Guardo con un occhio diverso le mamme coi figli: anche se la freschezza è sfumata e hanno marmocchi rompiballe… …sono mica male!

– Non ho distrazioni e ho il tempo per osservarmi meglio attorno, per osservare le persone negli altri tavoli e quelle a zonzo. E’ strano far caso a certi atteggiamenti umani: ho la sensazione di guardare un documentario sulle scimmie. E’ proprio vero che l’essere umano non è altro che uno dei tanti animali che popolano il pianeta.

– Sono in silenzio, ma almeno non sono costretto a frequentare chi non mi va a genio. E faccio ciò mi pare senza dover avere l’approvazione di altri. Per dirla alla Vasco Rossi, senza tanti “se”, senza tanti “ma” e “perchè”.
Posso decidere di stare seduto al tavolo e ordinare un altro mezzo di bianco bello fresco e frizzantino, oppure alzarmi a andare dove mi pare, quando mi pare, come mi pare, perchè mi pare.
Penso che ne ordinerò un quartino.

Un’altra estate

E’ arrivata. Ci siamo. Ormai è scoppiata in pieno.
Sono state belle quelle settimane in cui ,qui al nord, faceva ogni giorno un paio di rapidi e intensi temporali… e le ricordo con dolcezza, ma ormai la bella vita è finita: adesso è iniziato il caldo vero, quello bastardo, infame e menefreghista, quello che infierisce anche se sei già sudato, spossato e innervosito dalle scarse ore di sonno notturno.

Non si scappa: fino a settembre lo dobbiamo sopportare.
Ma prima di settembre devono passare tante giornate di casco con l’imbottitura fradicia di sudore, di giubbini neri roventi, di mutande e palle bagnate, di caffè nelle tazzine roventi (ma dico: in estate tenetele in freezer, no?!)… e ,quel che è peggio, un certo numero di giornate in spiaggia con gente che ama il mare e che, tutti belli allegri e incredibilmente senza nemmeno una goccia di sudore, si stupiscono del fatto che io invece non apprezzi quella situazione.
E alla sera io sono ustionato, loro no, e mi dicono che invidiano la velocità con cui io mi abbronzo!
Chiedo: a voi (amanti della temperatura sotto ,almeno, i 27 gradi) non fanno incazzare quelli che dicono “ah…che caldo..!” mentre hanno la pelle completamente asciutta (come se fossero a 2000mt) mentre voi avete le gocce sulla fronte e altre che vi solleticano sotto la maglietta dove appaiono vistose chiazze che vi tolgono anche l’ultima speranza di avere ancora un aspetto dignitoso?

Resto ogni giorno in attesa del tramonto di quella dannata palla radioattiva, ma a quel punto le zanzare gli danno il cambio dandosi un colpo di mani come fanno i lottatori di wrestling quando sono stanchi ma non vogliono concedere pause all’avversario.
Quando si esce per un bel birrone fresco con gli amici bisogna ricordarsi il repellente, altrimenti le serate all’aperto ,uno dei pochi aspetti positivi dell’estate, sono rovinate dal prurito alle caviglie.

Mi consolerò leggendo gli articoli di altri bloggers che come me aspettano l’autunno con la stessa gioia e ansia di un carcerato ormai vicino al termine della sua pena

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“Spendiamo soldi che non abbiamo, per comprare cose che non ci servono, al fine di impressionare persone che non ci piacciono”

Sono incappato casualmente in un articolo che dovrebbe essere scritto su una versione moderna di Sacra Bibbia, in un… “testamento 3.0”.

Questo: https://kintsugiolistica.com/2018/06/08/quanto-costa-la-felicita/

 

Vivo, morto o… zombie?

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http://www.ilnavigatorecurioso.it/2013/11/01/gli-zombie-come-metafora-dellumanita-del-xxi-secolo-morti-viventi-e-schiavi-della-moda/

Riporto qualche pezzo:

Ci dice Aristotele, dal IV secolo a.C.: schiavo è chi non appartiene a sé stesso.

[Gli Zombies] “non operano in funzione di nessun principio razionale individuale: non hanno nessuna coscienza, sono automi costantemente alla ricerca di esseri umani da divorare.
Non si può trattare con loro: non parlano e non sembrano avere volontà propria, non creano entità politiche o sociali riconoscibili, sono semplicemente masse di corpi indifferenziati, corrotti e corruttori, senza altro scopo che uccidere gli essere umani “normali” e renderli come loro.
Forse quello che risulta più orripilante è che questo zombie, oltre alla carenza di coscienza, non ha nemmeno una volontà individuale: si tratta di un ente ridotto ad un semplice corpo putrido che si muove con la stessa logica di un esercito di formiche: non ci sono individui, solo masse.”

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