1 Maggio

Di nuovo l’emozionante odore di resina e legna che arde.
Pallosità della vita, delusioni, ansie, incertezze, sfortune, ecc, per un paio di giorni bruciano in quel fuoco che ipnotizza noi esattamente come i nostri antenati privi di tv.
La compagnìa di un gruppo di amici impedisce ,purtroppo o per fortuna, che la cosa prenda una piega troppo malinconica.

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CHE SUPER SUPER IDEONA: cioccolata!?

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Post ispirato dal mio commentare in un altro blog:

“Puoi sempre rifarti il prossimo weekend con una bella escursione sulla neve, che nel frattempo è arrivata (anche se pochetta)”

Dalle mie parti c’è qualche spruzzata solamente oltre i 2000mt, comunque non è un problema: mi piace anche il bosco invernale, freddo e spoglio.
Il problema è che le scappate in giornata iniziano ad annoiarmi. E leggo invece di tante persone che fanno traversate di più giorni appoggiandosi a più rifugi, dal cammino di Santiago al sentiero 101 delle orobie, o anche una semplice 2 giorni con fornelletto al seguito… e insomma, mi sento sfigato, mi sembra di giocare sempre liscio in attesa del “messìa”. Boh.
Mi sembra di condurre una vita troppo “standard” per uno che invece non ha figli: per le coppie che non hanno figli è davvero uno spreco passare un weekend a bere cioccolata in un bar o a mangiare da parenti, quasi un insulto a chi invece vorrebbe ma non può.
E pensare che il tempo (nei weekends) non ci manca affatto e ,nonostante la passione per il trekking sia una passione relativamente economica, non ci mancherebbero nemmeno i soldi. E ancor meno la salute.
Ci manca l’entusiasmo, quell’entusiasmo che la compagnìa di persone simili a te riesce a darti. Invece mi redo conto che la mia…come dire…”sfera di compagnìe e abitudini” è composta solo da gente piuttosto piatta: cioccolatina, pizzetta, birretta… e una candelina in più sulla tortina.

Se penso che in certe imprese si buttano con entusiasmo anche persone con problemi di salute o che comunque non hanno i presupposti più adeguati….
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Ricordare le persone

FB_IMG_1441608379909Ieri sera ho trovato una vignetta davvero carina e l’ho messa come sfondo del mio
smartphone.
Con l’occasione ho scelto anche una foto tra le mie da impostare come schermata “di blocco” (così si definisce nel mondo android) e… sfogliando, sfogliando, mi sono imbattuto nelle foto della mia notte al bivacco sul monte DueMani. Questo

Spesso le ho riguardate e sempre ho provato un pelo di nostalgia e un desiderio di poter reincontrare i ragazzi che ho conosciuto lì, ma mai come ieri sera ho sentito il desiderio addirittura salire dalle viscere e ,se non fossi troppo materiale e cinico, mi verrebbe da dire “dall’anima”.

Probabilmente questa volta ha fatto da catalizzatore il libro “Indian Creek. Un inverno da solo sulle montagne rocciose” che avevo appena smesso di leggere, sta di fatto che ho provato un’altra volta quella sensazione strana… quel desiderio di riuscire a comunicare tramite il pensiero con alcune persone con cui stranamente sento una certa empatia, pur trattandosi praticamente di sconosciuti o quasi. Di certo non parenti o amici di lunga data.
Una voglia tale da considerare INCONCEPIBILE che l’essere umano non abbia il potere di sentirsi telepaticamente in caso di volontà.
M’è capitato anche anni fa ripensando a un vecchio amico deceduto: possibile che non esista più, che non esista più niente e che lui non possa sentire che lo sto chiamando? Eppure quei momenti erano così veri, pieni, profondi e intensi. Quelle risate fanno parte delle poche cose che danno un senso alla vita. E ora? Tutto come se non fosse mai successo?
Cazzo ma è successo! Dov’è finito tutto?!

DSC_3869Dove siete ragazzi del bivacco? Cosa farete il prossimo weekend? Ma voi vi ricordate? Ci pensate a quella bivaccata o per voi quelle cose sono scontate…come per me è scontato mangiare tutti i giorni e quindi non mi ricordo cosa ho mangiato l’altro ieri?
Ricordo ancora cosa hai detto prima di andare via:”ciao ragazzi, è stato un piacere“.
Io lì per lì non faccio smancerìe e convenevoli, ma divento sentimentale dopo, a distanza di giorni o mesi. E ora ,con sotto gli occhi le foto e [come sempre] nessuno con cui ripetere l’esperienza, lancio mentalmente questo messaggio nell’etere:”un onore ,ragazzi, per me è stato un onore“.

Ieri sera ,in quel momento, mia moglie era in bagno ad asciugarsi i capelli.
Inutile parlarne con lei: mi avrebbe risposto che sono troppo fissato con la montagna e queste cose da eremita sperduto, e che leggo sempre libri di persone isolate come dei selvaggi. Lei quel weekend non c’era. Lei non sa.
Sul mio viso è apparso quel sorriso malinconico di chi ha percepito il sussurro della vita, ma non ha nessuno con cui parlarne.

Sono una persona superficiale?

Post ispirato da un botta e risposta con una blogger. Nello specifico la frase ispiratrice è stata:
“ci sono persone talmente superficiali da non percepire neanche lontanamente le sofferenze, le necessità, i sentimenti che si celano dietro il viso di una persona, dietro la “maschera da tutti i giorni” che spesso vestiamo. Son quelle persone cui non interessa andare oltre la superficie delle cose, quelle persone che ti chiedono “come stai?” senza avere interesse per la risposta.”
Prima di dire “tutti GLI ALTRI son superficiali, io no”, provo a riflettere su come il mio comportamento può essere visto dagli altri, su come gli altri potrebbero etichettare me.

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Io vorrei tanto interagire con le persone in modo meno superficiale, ma purtroppo non dipende solo da me. Si sa che a 40 anni non è che uno va al bar a parlare delle sue menate; e gli amici sono conoscenti con cui si esce a mangiare o si beve una birra.

La cosa curiosa è che sicuramente ,nel gran numero, qualcuno sarà davvero superficiale ma qualcun’altro che la pensa come me c’è di sicuro. Magari io e te (che stai leggendo e sei d’accordo) non lo sappiamo ma ci vediamo spesso, magari tu sei proprio quel mio amico con cui mi vedo spesso e che ho sempre reputato superficiale… e invece dietro a un monitor non lo sei.
Ma come ho già detto nel mio post riguardante l’individualismo, io ho la tendenza a “evitare” anzichè lottare contro i mulini a vento: è vero che dal vivo non vado a parlare di sentimenti e difficilmente faccio discorsi impegnati, ma nemmeno chiedo “come stai?” 😀
Davvero, non ci crederai ma sono davvero stronzo così. 😀 Cioè appaio stronzo, ma la realtà è che evito di fare domande di circostanza a cui si risponderebbe con risposte di circostanza. Quelle poche volte che lo chiedo voglio davvero sapere come stai.

Pensa che crescendo mi sono parecchio smussato, ma da bambino (i bambini sono super-sinceri) ero la disperazione dei miei genitori: per esempio non mi piaceva salutare, perchè la pronuncia di quella parola di 4 lettere “ciao” mi sembrava uno stupido rituale. Quando vedevo una persona attaccavo a parlarci e basta, come se ci fossimo già visti 2 minuti prima.
Poi sai che i bambini non temono il distacco e si dimenticano presto di qualunque cosa, quindi non salutavo nemmeno quando ci si lasciava.

Ancora adesso faccio una gran fatica a sbaciucchiare tutti ogni volta che ci si vede, con gente fa certe contorsioni tra tavoli e sedie per arrivare a baciare tutti, ma tutti tutti, e se siamo in 20 ci si passa a uno a uno e mi viene da ridere perchè mi ricordo la scena di “spie come noi” quando si salutavano fra medici (“dottore, dottore, dottore…”). Io mi uniformo e via, ma certe volte penso “ma cazzo, siediti e bevi!” 😀

Scena del film (guardate anche quando si risalutano per uscire) :