Dialoghi in mensa

Come un ex-fumatore che rompe le palle ai fumatori incalliti, io ora non posso fare a meno di criticare chi ha ancora la facebook-dipendenza! 😀
Che bei tempi quando in mensa si parlava di sesso come dei camionisti…!

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Senza Facebook

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Mi hanno bloccato l’account a causa del nick che ha fatto ampiamente sospettare che non fosse il mio nome reale (e forse, ho il sospetto, anche a seguito di una segnalazione di qualche pezzo di merda con cui ho dibattuto su una pagina).
Sta di fatto che se non mando un documento di identità, sono fuori. E non glieli manderò MAI! Ho inviato l’immagine di una pernacchia, ma credo che non abbiano gradito.
PS: ma quella frase (nell’immagine) che senso ha? Se io desidero…loro mi contatteranno…? mah…
Ho ovviamente pensato a farmi un nuovo account con un nome sempre falso ma più credibile, ma sai che palle richiedere l’amicizia a tutti per poi magari venire bloccato nuovamente?

Alla fine mi sono detto: ok, Facebook è bello perchè mi tiene in contatto con gli amici anche quando non posso vederli dal vivo, bla bla bla,  fa sentire meno il distacco da persone conosciute in vacanza o appartenenti al passato, bla bla bla; ok, questo è bello… ma di fatto in cosa consistono questi rapporti sociali?   Cazzate!
La gente ,che pure dal vivo non fa chissà che discorsi profondi, su Facebook scrive solo minchiate. E questo nei casi migliori! Altrimenti di solito nemmeno scrivono: condividono e basta. Vignette e catene trovate quà e là.

Quindi per ora c’ho rinunciato e stop. Mi sto disintossicando e devo ammettere che è un po’ come smettere di fumare: spesso prendo in mano il cellulare e punto il dito sull’icona blu come un ex-fumatore cercherebbe istintivamente il pacchetto nella tasca per poi ricordarsi che…”ah già: ho smesso 😐 “.
Devo ammettere che ciò mette un po’ di smarrimento: non so cosa fare nei momenti di noia e uno smartphone senza facebook perde buona parte del senso.
E ,come un ex-fumatore si dedica al cibo o al chupachupa (come il tenente Kojak), pure io ho notato che ora mi dedico maggiormente ai blogs e alle chat su un gruppo di Whatsapp.
Sì, me ne rendo conto: sono drogato. Ieri durante una passeggiata ho sentito il chicchirichì di un gallo e ho pensato “ma di chi è questa suoneria?”, mi sono guardato attorno e…c’era
un gallo.

Però quella richiesta di documenti m’ha messo addosso un pensiero peggiore: la tendenza è questa, la vecchia internet finalizzata al cazzeggio anonimo sta lasciando il passo a una
internet dove saremo tutti schedati, gestita solo da un paio di colossi che conosceranno tutte le nostre abitudini e tutti avremo un unico account per tutto.
Google è anche youtube, posta elettronica, G+, calendario con gli appuntamenti, navigatore, SMARTPHONE ANDROID (!!!!). E io ,usando Whatsapp, sto indirettamente continuando a dare a Mark Zuckerberg il mio numero di cellulare (la sim è registrata a mio nome) e quello di tutte le persone che ho in rubrica.
Sinceramente TEMO che un giorno sarò costretto ad avere un account facebook con identità confermata (come sono costretto ad averlo con google se voglio usare il mio smartphone) e TEMO che questi 2 colossi saranno i futuri dominatori silenziosi della nostra vita quotidiana.

CHE SUPER SUPER IDEONA: cioccolata!?

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Post ispirato dal mio commentare in un altro blog:

“Puoi sempre rifarti il prossimo weekend con una bella escursione sulla neve, che nel frattempo è arrivata (anche se pochetta)”

Dalle mie parti c’è qualche spruzzata solamente oltre i 2000mt, comunque non è un problema: mi piace anche il bosco invernale, freddo e spoglio.
Il problema è che le scappate in giornata iniziano ad annoiarmi. E leggo invece di tante persone che fanno traversate di più giorni appoggiandosi a più rifugi, dal cammino di Santiago al sentiero 101 delle orobie, o anche una semplice 2 giorni con fornelletto al seguito… e insomma, mi sento sfigato, mi sembra di giocare sempre liscio in attesa del “messìa”. Boh.
Mi sembra di condurre una vita troppo “standard” per uno che invece non ha figli: per le coppie che non hanno figli è davvero uno spreco passare un weekend a bere cioccolata in un bar o a mangiare da parenti, quasi un insulto a chi invece vorrebbe ma non può.
E pensare che il tempo (nei weekends) non ci manca affatto e ,nonostante la passione per il trekking sia una passione relativamente economica, non ci mancherebbero nemmeno i soldi. E ancor meno la salute.
Ci manca l’entusiasmo, quell’entusiasmo che la compagnìa di persone simili a te riesce a darti. Invece mi redo conto che la mia…come dire…”sfera di compagnìe e abitudini” è composta solo da gente piuttosto piatta: cioccolatina, pizzetta, birretta… e una candelina in più sulla tortina.

Se penso che in certe imprese si buttano con entusiasmo anche persone con problemi di salute o che comunque non hanno i presupposti più adeguati….
pietro_scidurloconibimbi