BIVACCO LA PREDA

Dal sito di Diska:

Il Bivacco la Preda è situato nella provincia di Como, nei castagneti tra Carcente e Breglia.
Si tratta di una costruzione in pietra a due piani. Il piano terra è chiuso a chiave. Al piano superiore c’è un solo locale con camino, due tavoli, due panche, due sedie e diversi libri.
Davanti al bivacco scorre un ruscelletto.
E’ il posto ideale per passare una mezza giornata in totale tranquillità meditando o leggendo un libro.

Carina questa idea di mettere dei libri a disposizione di chiunque in una baita aperta a tutti, anche se io in quelle circostanze preferisco leggere e scrivere sul diario del bivacco, fare legna, giocare col fuoco, fare foto, guardarmi attorno e lasciare vagare i pensieri…
Insomma, non sento il bisogno di distrazioni per ammazzare il tempo.
Comunque l’idea è carina.

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Ricordare le persone

FB_IMG_1441608379909Ieri sera ho trovato una vignetta davvero carina e l’ho messa come sfondo del mio
smartphone.
Con l’occasione ho scelto anche una foto tra le mie da impostare come schermata “di blocco” (così si definisce nel mondo android) e… sfogliando, sfogliando, mi sono imbattuto nelle foto della mia notte al bivacco sul monte DueMani. Questo

Spesso le ho riguardate e sempre ho provato un pelo di nostalgia e un desiderio di poter reincontrare i ragazzi che ho conosciuto lì, ma mai come ieri sera ho sentito il desiderio addirittura salire dalle viscere e ,se non fossi troppo materiale e cinico, mi verrebbe da dire “dall’anima”.

Probabilmente questa volta ha fatto da catalizzatore il libro “Indian Creek. Un inverno da solo sulle montagne rocciose” che avevo appena smesso di leggere, sta di fatto che ho provato un’altra volta quella sensazione strana… quel desiderio di riuscire a comunicare tramite il pensiero con alcune persone con cui stranamente sento una certa empatia, pur trattandosi praticamente di sconosciuti o quasi. Di certo non parenti o amici di lunga data.
Una voglia tale da considerare INCONCEPIBILE che l’essere umano non abbia il potere di sentirsi telepaticamente in caso di volontà.
M’è capitato anche anni fa ripensando a un vecchio amico deceduto: possibile che non esista più, che non esista più niente e che lui non possa sentire che lo sto chiamando? Eppure quei momenti erano così veri, pieni, profondi e intensi. Quelle risate fanno parte delle poche cose che danno un senso alla vita. E ora? Tutto come se non fosse mai successo?
Cazzo ma è successo! Dov’è finito tutto?!

DSC_3869Dove siete ragazzi del bivacco? Cosa farete il prossimo weekend? Ma voi vi ricordate? Ci pensate a quella bivaccata o per voi quelle cose sono scontate…come per me è scontato mangiare tutti i giorni e quindi non mi ricordo cosa ho mangiato l’altro ieri?
Ricordo ancora cosa hai detto prima di andare via:”ciao ragazzi, è stato un piacere“.
Io lì per lì non faccio smancerìe e convenevoli, ma divento sentimentale dopo, a distanza di giorni o mesi. E ora ,con sotto gli occhi le foto e [come sempre] nessuno con cui ripetere l’esperienza, lancio mentalmente questo messaggio nell’etere:”un onore ,ragazzi, per me è stato un onore“.

Ieri sera ,in quel momento, mia moglie era in bagno ad asciugarsi i capelli.
Inutile parlarne con lei: mi avrebbe risposto che sono troppo fissato con la montagna e queste cose da eremita sperduto, e che leggo sempre libri di persone isolate come dei selvaggi. Lei quel weekend non c’era. Lei non sa.
Sul mio viso è apparso quel sorriso malinconico di chi ha percepito il sussurro della vita, ma non ha nessuno con cui parlarne.

Gioca liscio, che tanto…

Venerdì… ma niente in programma per il weekend.
Sarà l’N-esimo weekend giocato liscio: avete presente quando ,giocando a briscola, non c’è l’occasione per fare una bella mossa e quindi si tira una carta di poco valore aspettando occasioni migliori? Ecco: si dice “giocata liscia” quella giocata banale che si fa solamente perchè è arrivato il turno.
Il problema è che mi sembra di giocarla tutta liscia, questa vita.
Magari ogni tanto c’è anche il weekend buono, ma nel totale si tratta di una percentuale non sufficiente a poter giudicare “ben spesa” una vita.

Va bene che bisognerebbe gustarsi anche le piccole cose…. ma che palle: mi sembra un pensiero solamente consolatorio.
E nel frattempo ,consolandoci, passano gli anni.

Pensieri mattutini

Da https://sguardiepercorsi.wordpress.com/2015/10/06/pensieri-mattutini/
Guardavo le auto in movimento, le persone su autobus e tram, quelle a piedi… Flussi di esseri umani, ciascuno con la sua storia, calato nella sua vita, diretto verso la sua meta prossima e verso quelle future. Immaginavo ciascuno con un fumetto sulla testa che raccontava qualcosa di quella vita, e il colore dello stato d’animo del momento.
Mi sentivo parte di quel flusso, vita tra tante vite. Pensavo a quanta gioia e a quanto dolore lì in mezzo, nel flusso“.

Anche a me capitano queste riflessioni contemplando la gente che si muove come formichine e vive ogni giorno la sua “valle di lacrime” tra gioie, dolori, ma soprattutto molta routine.
Però mi assalgono sensazioni non proprio bellissime…. insomma, mi sembra di vedere un formicaio di gente che tira avanti senza nemmeno sapere perchè, continuando a muoversi solo perchè chi si ferma è perduto, spesso con delle FACCE SMORTE….
La vita è strana… e noi siamo solo pedine che si affannano tanto senza rendersi conto che in realtà la loro SINGOLA vita ,per il MONDO, vale meno di cicca masticata. Al pari della vita di un insetto che dura quanto una stagione.

In quei momenti è come se per un attimo uscissi dall’illusione umana ,forse addirittura dal mio corpo (in senso psicologico), e per un attimo…. vedessi la realtà per quello che è, nuda e cruda… e mi appare molto molto molto semplice, talmente semplice da essere ridicola, ma talmente semplice da essere anche….disarmante.
Come quando a un bambino dicono che babbo natale non esiste.

Autunno con camino

Lo sogno ogni anno, ma non riesco mai: vorrei trascorrere autunno e inverno con la possibilità di godere di un bel camino.
Ho provato anche a cercare in affitto una baita per passare i weekends: non una “casa”, proprio un rustico, ma rustico rustico, di quelli dove ti tocca cacciare i ragnetti e quando vai a prendere la legna dalla legnaia senti fruscii su cui preferisci non indagare.
E deve categoricamente avere il camino! Ahhh, quante castagne che ci cuocerei!
Purtroppo dei rustici così non li affittano mai (ufficialmente), penso anche a causa delle rigide normative che richiedono certificazioni sui vari impianti.
Però mi piacerebbe tanto, in Valsassina, tra i boschi ma non troppo lontano da un paesino.
Ahhhh… se avesse anche un tetto sottile da cui sentire il rumore della pioggia…..! E io e mia moglie dentro con i piedi al caldo e un bicchiere di vino rosso di quelli belli corposi…!

Invece al limite riesco a passare una serata in qualche rifugio con camino, quasi sempre col fuoco chiuso nella classica paratìa in vetro. Questo quando proprio va da dio!
Pare che il gestore del chiosco dove praticamente siamo di casa  abbia deciso di costruire una veranda esterna in legno dove ,ha detto, metterà anche una stufa a pellet. Non sarà come essere in una baita in montagna con un vero camino, ma meglio che niente.
Speriamo che tenga le luci basse! L’inverno scorso ho cercato di creare un po’ di atmosfera portando parecchie candeline “tipo ikea” e gli ho regalato anche una piccola lanternina, ma le luci a neon che insisteva a tenere accese rovinavano parecchio.

Vi lascio con qualche foto autunnale rubata qua e là su internet.autunno-foglie-gialle-autunno-sotto-la-pioggiaa69527146a798a5a501be1763fd8599d Chestnuts-Roasting-on-an-Open-Firefireplace (1)tisana_camino   autumn-food1-508x720 autumnbucket-750x1000
Però non insistete: IO LE PARIGINE NON LE METTO!!! 😀

I ricordi scorrono nella musica

Ispirato da https://maplesexylove.wordpress.com/2015/10/01/i-ricordi-scorrono-nella-musica-1/

Io da adolescente ascoltavo solo Vasco Rossi, quindi a parte quelle non ce ne sono di legate a episodi di quel periodo pregno di emozioni e esperienze.
Però ora apprezzo anche le canzoni che ho scoperto solo di recente, ma comunque trattano un argomento che nel corso dei miei anni m’ha toccato. Oppure che ,poco o tanto, è sempre un pochino presente (o latente) durante tutta la vita, di tutti.

Porto come esempio una canzone che ho scoperto circa 2 settimane fa:


Secondo wikipedia i fuochi che si notano nel video vogliono rappresentare la solitudine. Evidenzia anche il doppio superlativo “most loneliest” del ritornello. Quindi la traduzione “il giorno più solitario della mia vita” non rende sufficientemente bene l’idea.