Recensione tenda. (solo montata, non ancora provata)

Con lo scopo di riuscire a portarmela sulle spalle per evitare di dormire nelle camerate dei rifugi (già provato più volte e sempre dormito… non male: malissimo), ho preso la tenda più leggera che sia riuscito a trovare:
http://www.viridea.it/superofferte/tenda-monodome-x2/
Con lo sconto l’ho pagata 19 euro e secondo me è quello il suo valore.

Su internet di trova in varie colorazioni e con nomi diversi (ma è sempre lei) a prezzi simili più spese di spedizione, mentre non si riesce a trovare alcuna azienda ufficialmente produttrice.
Secondo me c’è una fabbrica in qualche paese orientale che le produce per tutti i distributori occidentali, con colori, loghi e cartellini personalizzati.

Oggi ho provato a montarla nell’ora di pausa lavorativa, tanto per controllarla:
– pesa poco! (e potrei ancora eliminare qualche picchetto).
– è più grande di come pensavo.
– le stecche sono più sottili di quelle in dotazione nelle tende “normali”, penso per che sia per renderla più leggera.
– si monta e si smonta veramente in pochissimi minuti: non ho cronometrato il montaggio (anche perchè ho dovuto prendere tempo per memorizzare la piegatura originaria) ma per smontarla (che è peggio) c’ho messo 4 minuti.
– la qualità generale è da… da 19 euro. I sacchetti per palerìa e picchetti sono di cellophane…

Spero di poterla usare almeno 2 o 3 volte prima che inizi a distruggersi 🙂 In particolare mi fanno paura quelle stecche: la prima volta che ci sarà vento si romperanno come le ossicine delle cosce di rana (ma non con lo stesso piacere).

Non credo che ci farò mai delle nottate solitarie prima di andare in ufficio, come invece mi suggerisce qualcuno… 😀 ma conto di usarla qui, se non magari anche prima: http://www.ersaf.lombardia.it/servizi/eventi/cerca_fase03.aspx?ID=7190&mp=1

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Di nuovo in bici

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Eccomi alla prima volta al lavoro in bici, dopo il trasferimento dell’azienda nel nuovo capannone, un po’ più lontano.
L’inizio è stato una tragedia: nei primi 200 mt hanno tentanto di tirarmi sotto 2 volte e nei 12 km totali m’è caduta la catena 3 volte. Devo avere un problema alla ruota libera; oggi in pausa la guardo.
Mah… mi piaceva di più la strada per andare al vecchio posto di lavoro. Comunque l’importante è farlo, avere (e formare) il fisico, la salute, il tempo, il lavoro non eccessivamente distante e con la libertà dell’orario flessibile e di potermi dare una lavata quando arrivo.
Quindi ,quando nell’ora di punta mi trovo a fare sport all’aperto, mi sento in ogni caso un privilegiato.

L’ho rifatto, sì!!

Quest’estate mi sono proprio tolto una soddisfazione: dopo aver passato la notte in un bivacco con mia moglie ( https://sognatorefallito.wordpress.com/2015/07/27/un-altro-sogno-trasformato-in-ricordo/ ) , ho approfittato dell’assenza della mia inseparabile metà per provarlo in totale solitudine, sperduto in cima a un monte.

Ho faticato come un mulo per arrivare là in cima con uno zaino da 60 litri pesantissimo e ,in qualche momento, ho pensato di abbandonare il progetto, ma l’orgoglio e l’idea che esistono persone che non possono camminare m’hanno fatto continuare, un piede davanti all’altro, anche se ogni 4 passi mi fermavo.
Ho pensato al mio amico Sergio a cui è venuto il morbo di parkinson e non riesce a darsi pace per il suo continuo decadimento, ho pensato ad alcune conoscenze che ho fatto nell’ambiente della sclerosi multipla, ho pensato a tutte quelle persone che sono su una sedia a rotelle… che ,se il Padre Eterno avesse permesso loro di essere lì in quel momento al mio posto, sicuramente sarebbero state felicissime di camminare fino anche a sputare sangue.
Alla fine ci sono arrivato a “sto cazzo di bivacco”, dannato, quasi con le lacrime agli occhi ridevo mentre lo prendevo a parolacce.

Tempo di riprendermi un po’ e fare qualche foto (non sono granchè anche perchè c’era molta foschia) ed ecco arrivare altri 2 ragazzi…. addio sogni di solitudine. Vabbè, tanto vale fare conoscenza.
Dopo un po’ ne sono arrivati altri 2, meno giovani seppur più stravaganti. Prima di uscire dal bosco per affrontare la montagna nuda, s’erano caricati sulle spalle la legna per fare la griglia (hanno avuto anche bel coraggio ad accendere il fuoco lì, in mezzo all’erba, col vento e con poca acqua a disposizione).
Alla fine è stata una bella serata e forse è stato anche meglio così. Però ad averlo saputo avrei evitato di portarmi sù un librone parecchio pesante con cui pensavo di ammazzare il tempo.

Il giorno dopo pioveva e il rumore sulla cupola in vetroresina era magnifico… se non avessi dovuto rimettermi in cammino.

Metto le foto che ho fatto al diario del bivacco con il mio scritto. La “F” col cuore l’ha fatta un’altro.
Altra precisazione: accenno ad “Emanuela”, perchè più sotto c’è un altro bivacco dedicato a questa bambina morta in un incidente e molte persone che scrivono sul diario di quel bivacco ringraziano Emanuela per l’ospitalità e/o scrivono rivolgendosi a lei… come se fosse un’entità viva e presente lì sul posto. (Leggerlo con davanti la foto della bambina è molto toccante).
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Il video vale la pena di vederlo con l’audio. Spero che le persone ritratte non se la prendano a male… ma i volti censurati sarebbero davvero brutti.
Anzi, visto che purtroppo non ci siamo scambiati i contatti (proprio con quelli fotografati a più riprese), se capitano qui e si riconoscono nel video… MI SCRIVANO!!

Peccato che non ci sia stata presente mia moglie: son sicuro che le sarebbe piaciuto. Sono certo! La conosco bene.
Purtroppo ,dopo aver visto le mie escursioni quando sono libero, m’ha apertamente dichiarato (con molta decisione) che “va bene la tenda, va bene tutto, ma stare sperduti senza nemmeno acqua per lavarsi NO!“. 😦
Ma prima poi ci devo riuscire. Il problema è essere sicuro che arrivi compagnìa: con la fortuna che ho, quella sera non arriverebbe nemmeno un cane 😀

Simand.it

Cercando argomenti di montagna mi sono imbattuto in questo sito che ,oltre ad essere carino in generale, ha una sezione “Chi Sono” che mi ha spinto a scrivergli.
A dire il vero l’inizio è una descrizione banalmente tecnica, ma scendendo si nota che è scritta più col cuore.
http://www.simand.it/chisono.aspx

Gli ho lasciato un messaggio. Chissà se lo leggerà:
Complimenti! Bel sito, ma soprattutto mi sono sentito di scriverti dopo la lettura della sezione “Chi sono”. Bella, davvero dei bei pensieri.
Anch’io sono appassionato di montagna, ma non sono iperattivo come te: i miei hobbies sono inferiori come numero e come impegno che gli dedico.
Però la filosofia è la stessa. Anche la sezione “Viaggi” mi piace molto: Mentre ci cliccavo prevedevo l’apparizione di una lista di viaggi in paesi distanti ore e ore d’aereo e invece vi ho trovato ,con molto piacere, delle gite alla scoperta del nostro territorio. Idem per le escursioni (che sono pure le stesse zone che frequento io).
Anch’io amo questo modo di viaggiare… e con la moto (e spesso la tenda) viene ancora meglio. E pure io ho una moglie sempre con me.

Il tempo passa e prima o poi ci toccherà fermarci e poi morire, ma questo è inevitabile… quindi l’importante è essere sereni e soddisfatti di ciò che si ha, con sempre un residuo di insoddisfazione utile per avere sempre qualche altro sogno nel cassetto.

Camminare

Mi sono imbattuto in qualche blog/sito che elogiava il comminare e il fare viaggi a piedi e m’hanno colpito 2 frasi in particolare:
1) le tartarughe potrebbero raccontare ,delle strade, più di quanto non potrebbero le lepri (Kahlil Gibran)
2) i camminatori hanno capito qual è la vera ricchezza: il tempo!

Ebbene io sono un buon camminatore, anche se di solito preferisco i sentieri. Ma ogni tanto cammino anche nei paesi (come nell’ora di pausa: mi sparo 4-5 km nelle vie del paese dove lavoro).
Alcune volte ho fatto “la tartaruga” (anzichè la lepre) nelle strade del paese dove vivo da diversi anni e ho scoperto solo in quel momento cose che son sempre state davanti ai miei occhi.
Altre volte ho passeggiato nelle vie dove sono nato e cresciuto e… ho riscoperto il piacere che non provavo più dai tempi in cui andavo a scuola a piedi: l’asfalto, gli odori, la pioggia, le case, i giardini..! Da piccolo mi fermavo anche ad accarezzare alcuni cani (quelli più calmi) attraverso la ringhiera delle villette e davo loro dei nomi che inventavo io, non conoscendo quelli dati dai padroni.
Ora ripasso ma i cani non ci sono più, oppure non sono gli stessi di allora…