“per svegliarsi di buonumore”?

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Cinque piccoli motivi per amare l’inverno

La frase più bella: “Siete davvero sicuri che 4 mesi di caldo talmente intenso da far morire piante, erba, animali e persino persone sia una cosa normale?
😀 😀

AGODIPINO

Gioia incontenibile: finalmente è arrivato l’inverno!

È il giorno che aspetto più di tutti, inizio il conto alla rovescia già da domani per il prossimo solstizio d’inverno.

La gente tendenzialmente mi prende per matta. Proprio non riesce a capacitarsi di come si possa amare una stagione come l’inverno, fredda, dove tutto è morto, dove bisogna vestirsi da omino Michelin prima di uscire di casa.

Bene, accetto la sfida! Adesso vi racconto perché amo l’inverno.

  1. L’inverno avvicina. Sì, certo, bello tutto: la magia del Natale, sentirsi più buoni, più vicini agli altri. Ma questo si può fare tutto l’anno! Con vicini intendo fisicamente vicini: quale metodo migliore per scaldarsi se non stare belli appiccicati, a braccetto con un’amica o abbracciati al proprio compagno? Gli abbracci sono ufficialmente nella classifica delle sciarpe più calde della storia dei tempi. Provate ad abbracciarmi d’estate, sudata io e sudati voi: voliamo via…

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Domenica scorsa

Risveglio con pioggia a catinelle. Mia moglie s’è girata dall’altra parte, io non ne potevo più di stare nel letto e sono andato in montagna da solo.
Ho preso un mucchio di acqua e ho scoperto che quando si fa attività fisica i materiali impermeabili servono a ben poco, visto che alla fine ero comunque bagnato fradicio al punto da pensare che non si trattasse solo di sudore. Eppure il poncho tiene perfettamente.

E’ stato comunque meglio che stare a casa a far niente. Tra l’altro c’era un bel freschino e me lo sono gustato tutto.
E poi camminare sotto la pioggia ha sempre un fascino particolare

Di nuovo in bici

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Eccomi alla prima volta al lavoro in bici, dopo il trasferimento dell’azienda nel nuovo capannone, un po’ più lontano.
L’inizio è stato una tragedia: nei primi 200 mt hanno tentanto di tirarmi sotto 2 volte e nei 12 km totali m’è caduta la catena 3 volte. Devo avere un problema alla ruota libera; oggi in pausa la guardo.
Mah… mi piaceva di più la strada per andare al vecchio posto di lavoro. Comunque l’importante è farlo, avere (e formare) il fisico, la salute, il tempo, il lavoro non eccessivamente distante e con la libertà dell’orario flessibile e di potermi dare una lavata quando arrivo.
Quindi ,quando nell’ora di punta mi trovo a fare sport all’aperto, mi sento in ogni caso un privilegiato.

Hey, sono ancora vivo!

Tranquilli. E’ che purtroppo uso il diario solo come sfogo per le cose negative e quando invece la vita mi gira bene non mi viene da scrivere niente.
Va bene, scriviamo anche le cose belle: dunque, questo weekend sono andato al compleanno di un amico del giro di motociclisti, sugli appennini in zona Firenzuola, sul confine tra Emilia e Toscana.
Abbiamo piantato la tenda in un’area comunale per picnic e campeggio libero (incredibile: il campeggio libero non è ovunque vietato!) e mangiato in un ristorante lì sperduto sulle montagne, a suon di ragù di cinghiale, fiorentina, chianti e vin santo.

Eravamo proprio in tanti, abbiamo bevuto come spugne (pure le donne) e fatto un gran casino. Mi sa che anche il ristoratore ha brindato un po’ troppo con noi, perchè al momento della torta…tra noi che urlavamo e battevamo sui tavoli, ha iniziato a lanciare a terra dei piatti…così per far casino anche lui. Schegge di porcellana che volavano in giro (e qualcuna l’ho sentita arrivarmi sulla faccia) e il cameriere basito che fa: “beh…se lo fa lui va bene: è il titolare“.
Forse abbiamo bevuto davvero troppo: queste son le cose che fanno arretrare con l’allenamento fisico per il trekking. 😦
Ma chiudiamo un occhio: ci guadagna lo spirito!